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Soggetti pluriminorati, l’UICI di Catanzaro da sempre attenta alle loro esigenze

Loprete: "Non possiamo abbandonare chi ha più bisogno di noi"

L’arrivo di un bimbo disabile in una famiglia è come un uragano che travolge tutto ciò che incontra, tanto che si è posti difronte all’ignoto poiché ogni caso ha la specificità e le difficoltà che s’incontrano sono soprattutto legate alla mancanza di assistenza continua e la conseguente Paura, del futuro, di non saperlo gestire, di non saperlo aiutare e ovviamente di come e dove andrà a finire dopo la morte dei genitori.

Per fare fronte a questa problematica che purtroppo non colpisce solo i bambini, ma anche tanti adulti che nel corso della loro vita purtroppo a causa di molteplici minorazioni vivono una condizione di pluridisabilità, da sempre l‘Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Catanzaro, che ha fatto proprie le difficoltà di tutti gli utenti sin dal 2006 ha intrapreso un percorso sperimentale realizzando progetti specifici.

“Non possiamo abbandonare chi ha più bisogno di noi, spostando la nostra attenzione solo a cose frivole ma dobbiamo conoscere l’altro nella sua interezza, al di là dei suoi limiti funzionali, dobbiamo conoscere e confrontarci con i suoi desideri, con le sue paure, con le sue diverse modalità di comunicazione. ” il commento della già Presidente dell’UICI di Catanzaro Luciana Loprete in occasione del suo intervento al convegno conclusivo tenutosi presso la Cittadella regionale.

“La necessità di intervento ha portato alla lotta per avere un giusto impegno delle istituzioni che ha avuto come risultato la Legge Regionale (L.17/2019) a favore dei ciechi pluriminorati; prevendendo una serie di attività volte a fornire sostegno alle famiglie affinché superino difficoltà relazionali ed emotive, vissuti depressivi con un sostegno concreto tramite servizi educativi riabilitativi, diagnostici e di sostegno psico-pedagogico.” ha poi aggiunto.

Il Comitato Regionale della Calabria dell’IAPB rappresentato durante l’iter legislativo dal presidente Luciana Loprete e l’ Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Consiglio Regionale hanno più volte ringraziato i rappresentanti del Consiglio della Regione Calabria per il voto unanime e l’approvazione di tale intervento normativo con rilevanza etica e sociale di rilievo, a monito di come i colori politici differenti possano collaborare per una giusta causa come nel caso specifico.

Lo scorso 9 novembre si è tenuto infatti il secondo convegno conclusivo presso la cittadella regionale per relazionare su quanto realizzato in questo anno 2020-2021 con testimonianze ed interventi dei partner del progetto. Il periodo di LOCKDOWN per questi ragazzi è stato un periodo di recesso con situazioni di estremo disagio relativi all’interruzione di scuole, terapie ed abitudini per loro rassicuranti e vitali oltre che necessari dal punto di vista prettamente riabilitativo-funzionale.

Nonostante l’emergenza sanitaria però in questi mesi la sezione catanzarese dell’UICI ha continuato la sua mission, con passione e impegno, realizzando molteplici incontri online, oltre che in presenza nel rispetto delle misure di sicurezza. Inoltre sono stati garantiti i servizi essenziali sanitari, a dimostrare che la società non si è dimenticata di quell’elemento ma è andata incontro all’esigenze tramite operatori specializzati nel suo contesto familiare.

Quando un ragazzo o una ragazza stringono la mano e con un suono, un lamento ti dimostrano di voler comunicare, il cuore di tutti gli operatori non può che riempirsi di gioia poiché dare sostegno nell’arco della giornata ad una mamma esausta, sostenere quelle braccia forti con altre, far conoscere metodiche e impostare i programmi di apprendimento per potenziare l’autonomia personale sono alcuni degli obiettivi di questi interventi. Attraverso un’articolata cooperazione del team multidisciplinare riabilitativo insieme con tutti vari altri specialisti come psicomotricista, logopedista, psicologo ed oculisti e tecnici come tiflologi, musicoterapisti, ortottisti ed educatori, è stato possibile fondere le specifiche competenze così da portare avanti un programma individuale, idoneo a ciascun partecipante che risponda ai suoi bisogni e che potenzi al massimo le sue abilità consentendo uno sviluppo globale ed una migliore qualità di vita.