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Carlos ha preso chitarra e vino ed è andato via, ma chi lo aiutato ora scuote le coscienze “E’ così difficile trovare una soluzione per gli “ultimi”?”

Stamattina l'angolo dove il clochard era solito sostare è stato pulito e sanificato. Dell'uomo non si sa nulla e ora, alcuni volontari, sono preoccupati per lui

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Carlos, il clochard che stazionava all’entrata di una banca nel centro della città, da stamattina non è più lì. Ha portato via la sua chitarra e il vino, lasciando tutto il resto, che è stato ripulito dalle squadre della Sieco con il supporto della Polizia Locale che ha regolato la viabilità durante le operazioni della ditta di pulizia.
Chissà dove sarà ora Carlos, segnalato più volte alle forze dell’ordine dai cittadini, sebbene non avesse mai dato fastidio a nessuno e gli stessi agenti di polizia e carabinieri ben poco potevano fare.
Ma Carlos, che fa parte di quella schiera di invisibili, di ultimi, che la società ignora, non era passato inosservato a qualcuno. Ieri era intervenuta l’associazione Madre Teresa, (LEGGI) che da tempo opera sul territorio, oggi la lettera di una cittadina, che preferisce l’anonimato e che di Carlos si è presa molte volte cura: ” Sono una comune cittadina che non riesce a girarsi dall’altra parte.
Dal 2019 ho assistito questo senza tetto investito da una macchina che non ha esitato a lasciarlo dov’era. Ha subito l’operazione al femore. E poi è stato ospite di villa Betania per la riabilitazione .
E io sempre al suo fianco a parlargli ogni giorno affinché si convincesse a cambiare vita. Ma Carlos non ne voleva sapere, la strada era la sua casa. Persona di cultura e di profondi sentimenti che la disperazione di chissà quale vissuto, ha fatto sprofondare in questa situazione. Ha tentato anche il ricovero in  una comunità di recupero ma senza successo.
Il ritorno per strada, cercando di guadagnare  qualche spicciolo suonando la chitarra si è trovato puntualmente circuito da gente più disperata di lui . Mi sono rivolta a gli enti preposti per ottenere degli aiuti destinati a soggetti indigenti ma da mesi oramai è tutto fermo dietro la burocrazia. La sua situazione di salute fisica e mentale oramai è al limite .
Nessuno può farci nulla se lui non decide di farsi aiutare, questo spesso mi sono sentita rispondere. Vero !!ma io credo che ora lui non sia in grado di avere la consapevolezza di aver bisogno di aiuto! Se l’epilogo sarà triste credo che la colpa sarà di tutta la società, e non sua che non ha voluto l’aiuto! È così difficile indagare se qualche parente lo stia cercando?”

Le operazioni di pulizia della Sieco

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