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L’ingresso di Maniago “dalla periferia”, porta principale per arrivare a Dio

Il nuovo vescovo di Catanzaro Squillace ha incontrato gli ospiti del centro calabrese di solidarietà, la stampa. E nel pomeriggio cerimonia al PalaGallo

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(Interviste di Antonio Capria)

Generico gennaio 2022

“Mi piacerebbe restare qui” “Tu invece devi puntare ad andar via ricordandoti che fuori il mondo non è cambiato”.

Per una serie di circostanze contingenti l’ingresso di Monsignor Claudio Maniago nella diocesi ri Catanzaro -Squillace, avviene da quella che la società spesso considera come la porta secondaria, ma che la Chiesa, targata Papa Francesco, ha eletto ad ingresso principale per arrivare più vicini a Dio.

È la porta degli ultimi, della periferia. Prima di incontrare la stampa infatti Monsignor Maniago ha fatto visita al centro calabrese di solidarietà, oggi guidato da Isa Mantelli, e che fu di Don Mimmo Battaglia. Il luogo dove entrano problemi ed escono opportunità plasmate di speranza. E di speranza, mista a dignità, ha parlato monsignor Maniago con le persone ospiti del centro.

A metà mattinata l’incontro con la stampa dove, il convitato di pietra è stato l’ultimo anno della Diocesi di Catanzaro, segnato dall’intervento del Papa sul Movimento Apostolico che negli anni aveva segnato la vita religiosa e laica della città, dalle dimissioni anzitempo di Monsignor Bertolone e dalla nomina di un commissario pontificio chiamato a fare da traghettatore.

Parla per immagini e metafore monsignor Maniago, fiorentino di nascita, friulano di origine e con un lungo curriculum esperenziale al Sud. “Le parrocchie non devono essere stazioni di servizio in cui uno entra per prendere un prodotto. Ma devono essere e fare comunità. Ma sopratutto devono essere trasparenti. Case di vetro dove l’umanità viene trattata in ogni sua componente con la delicatezza che merita, ma in cui la gestione sia chiara per chi ad essa contribuisce”.

E ancora “Dalle donne del Sud ho imparato quanto loro siano avanti, anche nell’essere catalizzatori di fratellanza e comunità”. Monsignor Maniago è consapevole del fatto che la Diocesi di Catanzaro ha bisogno di riallinearsi al suo interno e come immagine “mi renderò conto di cosa è accaduto – dice- ma partirò dal buono che io ho potuto già vedere in questi pochi giorni”.

Generico gennaio 2022

E ancora giovani, lavoro, crescita sociale e consapevolezza, sono questi i tanti argomenti trattati dal nuovo Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Catanzaro – Squillace.

Tutto con empatia e semplicità. Così come è stata la passeggiata dall’Episcopio alla Basilica dell’Immacolata dove ha incontrato le autorità civili e militari, prima della cerimonia di ingresso prevista, per circostanze contingenti, dalla periferia, la porta privilegiata, secondo Papa Francesco, per arrivare a Dio.

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