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Atti vandalici, Volt Catanzaro: colpire la scuola significa colpire nel profondo gli studenti

"Le modalità con cui sono avvenute fanno presupporre una manovra premeditata, volta a colpire quello che la scuola rappresenta"

Il rientro a scuola è qualcosa che dovrebbe rappresentare il ritorno ad una sorta di normalità e a un momento estremamente importante nella vita di uno studente di qualsiasi ordine e grado. 

Ma a quanto pare – scrive il partito Volt Catanzaro – nemmeno il luogo dell’apprendimento per eccellenza è al sicuro. Quello che si sono trovati davanti agli occhi gli organi scolastici dei plessi Pascoli-Aldisio e Patari-Rodari deve far riflettere in molti. 

La scuola rappresenta uno dei pochi veri ascensori sociali, oltre che ad un luogo di conoscenza e scienza. Le modalità con cui sono avvenute fanno presupporre una manovra premeditata, volta a colpire quello che la scuola rappresenta. 

In un momento di pandemia, dove la discussione sulla riapertura dei plessi scolastici ha quasi monopolizzato l’informazione locale e nazionale, colpire il cuore dell’apprendimento e formazione delle future generazioni è, per le modalità con la quale è stato portato avanti, un chiaro segnale.

Ma allora che messaggio stiamo mandando alle generazioni del domani? Le scuole del mezzogiorno in generale e quelle calabresi in particolare sono tra le più fatiscenti e rischiose per i ragazzi. Le risorse che ricevono ogni anno sono poche e il corpo docenti prova a fare il massimo con quello che ha. 

Distruggere quel poco che viene messo a disposizione vuol dire non avere a cuore Catanzaro, la Calabria e l’Italia. La cosa più grave, come rimarcato da Nicola Fiorita, però è aver colpito il luogo dove si dovrebbe formare la coscienza e il pensiero critico del singolo. Colpire le scuole e renderle impraticabili vuol dire colpire nel profondo gli studenti, in un luogo che tutti noi abbiamo sempre ritenuto sicuro.  Speriamo vivamente che la Polizia Scientifica sia in grado di risalire ai responsabili. 

L’attacco al plesso Patari-Rodari è solo l’ultimo di una lunga serie iniziata a settembre, sebbene questo sia stato il più duro di tutti. 

Questo ci dovrebbe mandare un segnale chiaro, la sicurezza è uno dei temi principali, che troppo a lungo è stato ignorato in questi periodi. Non possono essere solo le singole scuole a far fronte a questa mancanza, ma deve essere tutta la comunità, attraverso le istituzioni, a mettersi a disposizione per la messa in sicurezza dei luoghi chiave della città.