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Sentenza morte Occhionorelli: il figlio della persona deceduta risponde al legale del professor Mastroroberto

"Consiglio calorosamente al collega Savastano di attendere le motivazioni piuttosto che provare in questa sede un supplemento di difesa tecnica in favore del suo assistito"

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Per il doveroso rispetto verso le decisioni assunte dai Giudici, nella mia qualità di figlio del sig. Occhionorelli Antonio, ho preso atto del dispositivo della sentenza di assoluzione dei medici che hanno avuto in cura mio padre, compreso il prof. Mastroberto, emessa dal Tribunale di Catanzaro in forza dell’art. 530 comma 2 c.p.p., in attesa di conoscere le motivazioni.

Non pensavo davvero che il collega Savastano, difensore del prof. Mastroberto, si spingesse, con una nota successiva alla pubblicazione dell’articolo sulla vicenda giudiziaria, a contestare addirittura la formula assolutoria applicata dal Tribunale nel dispositivo di sentenza.

Censurare un passaggio dell’articolo, che ripercorre letteralmente quanto stabilito nel comma 2 dell’art. 530 c.p.p., è davvero singolare.

Voglio pensare che ciò sia dovuto, probabilmente, ad uno stato di irritazione determinato dalla circostanza che la sua richiesta di assoluzione ex art. 530 comma 1, formulata al termine della sua discussione, non abbia trovato adesione nel dispositivo del Tribunale.

Consiglio calorosamente al collega Savastano di attendere le motivazioni piuttosto che provare in questa sede un supplemento di difesa tecnica in favore del suo assistito.

Se poi l’amico Savastano si spinge a dire che il Prof. Mastroroberto ha fatto di tutto perché la sua posizione fosse posta al vaglio più critico, gli ricordo sommessamente che il suo assistito si è sottratto all’esame nel corso del dibattimento, rinunciandovi, tanto che è stato acquisito il verbale di interrogatorio reso in fase di indagini che, se ritiene, potrà pubblicarlo, in modo che tutti possano leggere ciò che ha riferito in ordine alla vicenda clinica di mio padre.

Ricordo al collega Savastano che questo processo è nato su impulso del sottoscritto ma solo a seguito della consulenza disposta dalla Procura della Repubblica, e per effetto della stessa, il suo assistito, unitamente agli altri imputati, è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo.

Consulenza che poi è crollata nel corso del dibattimento tanto da indurre il Tribunale di Catanzaro a nominare due periti, uno di Catanzaro e l’altro di Roma.

E qui mi fermo!

Potrei continuare a ripercorrere l’intera vicenda che ha riguardato il decesso di mio padre, sfociata in altri procedimenti che si stanno, in questo momento, tenendo nelle Aule Giudiziarie del Tribunale di Catanzaro, ma mi arresto e consiglio la stessa cosa all’amico Savastano, che prova erroneamente a snaturare un semplice dispositivo di sentenza che attende le sue motivazioni”.

Avvocato Luca Occhionorelli 

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