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Fusione aziende ospedaliere Catanzaro, Csv: “Spazio ai costruttori”

Merazzi: "Si dia alla Calabria una sanità efficiente e in grado di rispondere alle emergenze che questi tempi ci pongono

“Abbiamo riflettuto più volte se fosse opportuno come Centro Servizi al Volontariato “Calabria Centro” inserirsi nella discussione in merito alla creazione dell’Azienda Ospedaliera Unica che dovrebbe nascere della fusione fra l’Università “Magna Grecia” e l’azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio”. Lo scrive in una nota Guglielmo Merazzi, presidente CSV Calabria Centro.

“Con molta coscienza – aggiunge – riteniamo opportuno dare il nostro contributo sia perché più volte siamo intervenuti in merito alle criticità della Sanità Regionale, sia perché riteniamo che tutto il sistema non potrà che trarne vantaggio, in termini di qualità nell’erogazione dei servizi, di rafforzamento dell’attività di studio e ricerca scientifica, nonché di riduzione del fenomeno dell’emigrazione sanitaria.
Molto è stato detto, da più parti, e con cognizione di causa, ma preme comunque ribadire che l’integrazione tra le Aziende non può essere messa in discussione: l’integrazione tra le due realtà, infatti, è ad oggi inattuata pur essendo trascorsi vari decenni.

L’emergenza sanitaria legata alla pandemia ha riportato al centro della discussione l’esigenza di superare il commissariamento e di addivenire ad una profonda “ristrutturazione” generale della sanità.
Pertanto, ben si comprende come l’approvazione della proposta di legge per l’integrazione da parte del Consiglio Regionale rappresenti la “buona novella” che dovrebbe mettere tutti d’accordo, e della quale ci attendiamo un seguito in termini di operatività, concretezza e superamento di visioni corporativistiche che mettono in discussione ogni possibile intesa, a discapito degli ammalati in primis, e dell’interesse generale che dovrebbe prevalere su tutto.

Più volte, in passato, e soprattutto durante i mesi più difficili della pandemia, il volontariato si è fatto portavoce dei disservizi della sanità regionale che nella quotidianità emergevano. Quel volontariato che più di altri si trova a contatto con le sofferenze e con le esigenze degli ammalati e dei cittadini – ed altrettante volte ha insistito sulla necessità di portare a termine il processo di integrazione tra Università e Azienda Ospedaliera, tra sociale e sanitario e anche sulla necessità di riorganizzare e rafforzare la medicina di prossimità.
Ma ora il tempo delle parole è finito: c’è una legge che, pur permanendo le difficoltà oggettive, che si auspica vengano superate, deve trovare una piena attuazione a prescindere dalle opinioni e dai punti di vista.
Riteniamo che partendo dalle potenzialità e considerando le criticità, che pur ci sono, si debba avviare in tempi brevi, il processo di unificazione.

Riteniamo, e lo facciamo condividendo le posizioni dei volontari che quotidianamente operano in ambito sanitario, che il tempo delle rivendicazioni e dei posizionamenti vada accantonato.
È giunto il momento che si dia spazio ai “costruttori” per la realizzazione dell’unica azienda ospedaliera, si ripensi alla riorganizzazione complessiva del servizio sanitario regionale e si dia alla Calabria una sanità efficiente e in grado di rispondere alle emergenze che questi tempi ci pongono”.