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Sant’Anna hospital, cambia l’intero Consiglio di Amministrazione. Arriva la sfiducia della proprietà

Decisione assunta nelle scorse ore . Nuovi membri già nominati e a lavoro

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    Si annuncia come una vera e propria rivoluzione quella in atto nella Clinica Sant’Anna, al centro di un vero e proprio scontro giudiziario lo scorso anno. La proprietà, ha deciso nottetempo, di sfiduciare il Consiglio di amministrazione in carica. Un consiglio di amministrazione che, nei momenti più bui e caldi dell’intera vertenza che ha visto contrapposta la clinica all’Asp, ci ha messo la faccia per salvare ciò che era possibile, all’indomani dell’inchiesta “Cuore matto”.

    E a questa decisione pare ne seguiranno altre che riguardano la posizione di alcuni professionisti impegnati nella clinica nel loro lavoro di medici ma anche nella veste di manager.

    Alcune voci, non confermate ufficialmente, parlano di un possibile passaggio dell’intero asset. Una probabile vendita di cui da tempo si parlava, al momento non trova riscontri ufficiali.

    La seconda ipotesi potrebbe essere quella di lasciar gestire tutto ad un gruppo di Milano già proprietario di alcune cliniche, che però in cambio avrebbe chiesto l’esclusività ad alcuni professionisti o la possibilità di cambiare anche l’aspetto organizzativo e di risorse umane presenti all’interno della clinica.

    Le prossime ore saranno decisive per capire in che direzione si muoverà quella che era considerata un’eccellenza della cardiochirurgia regionale, e che ha vissuto un 2020 oggettivamente complicato.

    Il 31 dicembre scorso Rosanna Frontera, Francesco Frontera, Lucia Bisantis e Domenico Frontera hanno inviato una nota  con la richiesta di una convocazione urgente dell’assemblea dei soci presso presso gli uffici amministrativi della società.

    All’ordine del giorno erano stati scritti come punti: l’esame della situazione finanziaria della società, l’esame della posizione creditoria nei confronti dell’Asp e aggiornamento  sullo stato di recupero delle somme. Accertamento della presenza di comportamenti assunti da parte del personale e degli organi della società in conflitto di  interesse, delibere inerenti e conseguenti.

    E’ proprio questo terzo punto che annunciava ciò che sarebbe accaduto poi ieri.

    La nota si conclude con un’affermazione lapidaria “Vista la gravità della situazione riteniamo che per la tutela patrimoniale della società che voi gestite e vigiliate non esiterete alla convocazione immediata dell’assemblea senza alcun indugio”.

    Ieri sera la nomina dei nuovi componenti di cui due arrivano da Roma e uno da Padova.

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