Estorsione lunga 20 anni ai danni di una impresa edile: chiusa indagine per sei persone

Accusate, a vario titolo, di estorsione, tentata e consumata, furto, tentato e consumato, e tentato furto in abitazione. I nomi

La Dda di Catanzaro ha notificato la chiusura di indagini preliminari a sei persone accusate, a vario titolo, di estorsione, tentata e consumata, furto, tentato e consumato, e tentato furto in abitazione, aggravata dall’avere agevolato la ‘ndrangheta. Gli indagati sono Cosimo Passalacqua, di 65 anni, detto “U Toscanu”; Luca Veneziano (35), di Catanzaro; Cosimo Berlingeri (50), di Catanzaro; Enzo Abbruzzese (48), di Catanzaro; Gianluca Passalacqua (36), di Catanzaro; Santo Mirarchi (38), di Catanzaro, collaboratore di giustizia.

Secondo le indagini Cosimo Passalacqua avrebbe posto in essere un’estorsione ai danni di una impresa edile di Catanzaro  durata 20 anni, dal 2000 al maggio 2020.

Si sarebbe fatto assumere come guardiano per l’azienda con lo stipendio mensile di 500 euro più beni vari: un’automobile Fiat Punto, un motocarro, comprensivi del pagamento delle loro spese di gestione (assicurazione e rifornimento di benzina).

Un ingiusto profitto calcolato dai magistrati Irene Crea e Debora Rizza e dall’aggiunto Giancarlo Novelli in circa 6.000 euro all’anno a danno della ditta e a tutto vantaggio di Passalacqua e dei suoi sodali accusati di avere vessato l’imprenditore.

Col tempo Passalacqua, secondo l’accusa, avrebbe fatto assumere anche i figli Mario e Franco. Dal maggio 2020 l’imprenditore ha negato a Passalacqua del denaro che questi gli aveva richiesto ed ha iniziato a subire una serie di furti, alcuni dei quali sarebbero stati perpetrati con l’aiuto degli altri indagati.

Dal 2010 al 2016 Cosimo Passalacqua e Santo Mirarchi, secondo l’accusa, hanno messo sotto estorsione l’imprenditore. Mirarchi, è scritto nel capo di imputazione, “per conto della cosca ‘ndranghetistica di Isola di Capo Rizzuto riscuoteva ogni primo del mese, personalmente o per il tramite di Passalacqua, la somma di 500 euro negli anni dal 2010 al maggio 2016 (fino alla data del suo arresto ed inizio della collaborazione con la giustizia), per lavori di ammodernamento eseguiti dall’impresa nel quartiere Lido”. (ANSA).