Parco eolico offshore, Palaia: «Ne discuta il Consiglio comunale, la politica si assuma la responsabilità»

La consigliera di Cambiavento: «Siamo contrari al progetto, ma è necessario un approfondimento con i tecnici per prendere una decisione consapevole e ragionata»

«In relazione al paventato progetto di installazione di un parco eolico a largo delle coste del Catanzarese, stamani, nel corso della Commissione consiliare preposta, ho spiegato perché ritenga necessario che del tema se ne discuta in una riunione ad hoc del Consiglio comunale a cui partecipino tecnici, esperti, biologi marini e associazioni ambientaliste e i dirigenti competenti per settore. Tutto ciò perché si possa pervenire all’elaborazione di una posizione politica e amministrativa consapevole e articolata in merito al progetto».

È quanto scrive in una nota diffusa alla stampa la consigliera comunale di Cambiavento, Daniela Palaia, che aggiunge: «Come già sottolineato una settimana fa, infatti, ribadisco che un tema del genere richiede un’assunzione di pubblica responsabilità da parte della politica perché impatterà sensibilmente sulle prossime amministrazioni comunali e quindi sul futuro di Catanzaro. È una questione di metodo imprescindibile dal concetto di buona amministrazione».

«All’assemblea comunale aperta – riprende – credo debbano poi essere invitati anche i rappresentanti dei Comuni interessati dal progetto e tutte le altre istituzioni coinvolte, facendo sì che Catanzaro si ponga come capofila di un monitoraggio attento e consapevole rispetto ad una tematica tanto delicata e con così numerose ricadute sulle sorti del nostro territorio. Quanto a Cambiavento, partendo da una posizione di contrarietà al progetto, avevamo richiesto al presidente della Commissione Ambiente Eugenio Riccio di rimodulare la mozione predisposta sul tema al fine di riuscire ad intercettare e a coinvolgere le posizioni di alcuni consiglieri che si erano astenuti prima di dichiarare la loro posizione favorevole o contraria».

La consigliera evidenzia i profili che inducono Cambiavento a dirsi contrario al progetto: «Pur nella convinzione che la sfida della decarbonizzazione e della transizione ecologica passi attraverso le energie rinnovabili, non possiamo non considerare eventuali effetti negativi che impianti di questa portata avrebbero sul territorio visto che le strutture dell’impianto andrebbero a condizionare i fondali marini e la fascia costiera con una consistente parte degli interventi su spiagge e aree confinanti: se la città vorrà (e dovrà) esaltare la propria vocazione turistica con la agognata realizzazione del porto, non si può non tenere conto che la realizzazione del parco eolico marino potrebbe limitare e condizionare fortemente tale prospettiva».

E conclude: «È necessaria allora una specifica attenzione dei Comuni, della Provincia e della Regione che, attraverso il presidente Occhiuto (detentore della delega all’ambiente), dovranno essere protagonisti di questa importantissima vertenza, facendo sentire le loro ragioni e le loro istanze. Solo così si può ambire ad incidere concretamente su un progetto rispetto a cui, altrimenti, si rischia di rimanere spettatori».