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Truffa sul carburante, sette arresti. Interdizione per tre funzionari regionali (NOMI)

Ventuno indagati nell’operazione condotta dai carabinieri della sezione di Pg della Procura di Catanzaro e del Noe. Falsamente attestata la disponibilità di aree agricole di proprietà demaniale.

Undici misure cautelari personali ed un decreto di sequestro per equivalente di somme e beni per un valore di oltre 600 mila euro sono stati eseguiti dai carabinieri  della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Catanzaro e da quelli del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione “Ghost Oil”, condotta con il supporto dei Carabinieri dei Comandi Provinciali di Catanzaro e Crotone.

Generico febbraio 2022

Ventuno complessivamente gli indagati. Sette persone sono finite agli arresti domiciliari, una è stata sottoposta all’obbligo di firma mentre tre persone sono destinatarie di una misura di interdizione temporanea dai pubblici uffici. Gli indagati – destinatari del  provvedimento emesso dal gip di Catanzaro Paola Ciriaco in seguito alla richiesta avanzata dal sostituto procuratore della Distrettuale Francesco Bordonali e vergata anche dal procuratore capo Nicola Gratteri e dall’aggiunto Giulia Pantano – sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche, e dei delitti di falso e di accesso abusivo ai sistemi informatici della Regione Calabria. 

Il decreto di sequestro è stato adottato nei confronti di una società di Cirò Marina, la Kremissa Carburanti, attiva nella distribuzione di carburanti e la sospensione della relativa autorizzazione.

L’ipotesi è che i membri di un’organizzazione operante nella provincia di Crotone  –  attraverso la fattiva collaborazione di tre funzionari regionali –   attestando con false dichiarazioni il possesso dei previsti requisiti di legge (quali la disponibilità di aree agricole, in alcuni casi di proprietà del demanio dello Stato e marittimo, ed il possesso di mezzi d’opera per la lavorazione e coltivazione delle stesse), abbiano ottenuto indebite percezioni di carburante agricolo a prezzo agevolato, gravato da accisa ridotta, che è stato successivamente immesso sul mercato nero a prezzo chiaramente concorrenziale (circa la metà del prezzo standard), per scopi diversi dall’utilizzo in agricoltura, in particolare per essere utilizzato per i motori “da strada”.

Generico febbraio 2022

I sette arrestati sono tutti imprenditori residenti nella provincia di Crotone. Si tratta di Roberto De Fazio, di 42 anni, Alessandro Bianco (41); Francesco Ranieri (47); Saverio Flotta (41); Mariantonia Capasso (67); Graziano Vulcano (40) e Antonio De Meco (55).

L’obbligo di dimora è stato disposto nei confronti di Giuseppe Giancotti, 40 anni, di Rocca di Neto, anche lui imprenditore agricolo.

Il gip ha disposto, inoltre, la sospensione dai pubblici uffici per tre dipendenti della Regione Calabria, Cesario Ottone (durata provvedimento 6 mesi) ed Angelo Lionetti e Natale Pacenza (entrambi 3 mesi), tutti in servizio nella sede di Crotone dell’ufficio “Utenti motori agricoli” (Pacenza oggi è in pensione).

Altri due dipendenti della Regione sono indagati senza che nei loro confronti sia stato adottato alcun provvedimento. L’organizzazione che è stata sgominata dai carabinieri aveva la sua sfera d’interesse in provincia di Crotone ed avrebbe ottenuto i suoi scopi illeciti attraverso la fattiva collaborazione, riferiscono gli investigatori, dei dipendenti regionali coinvolti nell’inchiesta.

Questi ultimi, infatti, attestando con false dichiarazioni il possesso da parte degli imprenditori dei previsti requisiti di legge, come la disponibilità di aree agricole, in alcuni casi di proprietà del demanio dello Stato e marittimo, e il possesso di mezzi d’opera per la lavorazione e la coltivazione, avrebbero consentito loro di ottenere le indebite percezioni di carburante agricolo a prezzo agevolato.