Psc, Riccio: “Recupero patrimonio edilizio e paesaggistico, che dicono i candidati a sindaco?”

Un monito, quindi, a titti i candidati a sindaco ovvero alle Amministrazioni che verranno affinché gli interventi proposti e il contesto urbano di riferimento, non divengano nel tempo interventi isolati o abbandonati a se stessi

Riceviamo e pubblichiamo nota stampa del consigliere comunale Eugenio Riccio:

Nella nostra realtà Catanzarese, si può affermare, senza ombra di dubbio, che si è costruito male, senza obbiettivi condivisi e senza nessuna concertazione di base tra pubblico e privato. In questo modo, negli anni, il territorio è completamente sfuggito al controllo degli organismi preposti venendo così depauperato delle sue qualità storiche, ambientali e architettoniche.

Occorre, oggi, prestare attenzione alle prospettive di un cambiamento che tra alcuni anni potrà apparire come una vera e propria rivoluzione , segnata dalla sostenibilità considerata non solo nella sua componente ambientale, energetica o tecnologica, ma anche sociale, economica, territoriale.

Il PSC, che dovrà essere approvare da tutto il Consiglio Comunale, dovrà tenere in debita considerazione il fatto che il nostro territorio è ancora gravemente e pericolosamente esposto al rischio di compromissione ulteriore di valori urbanistici per i quali la PIANIFICAZIONE può ancora conseguire l’effetto di correggere e compensare il disordine edificatorio del passato.

Si tratta di un’ occasione di sviluppo cui tutti devono partecipare ed impegnarsi. Il settore edilizio nelle sue varie dimensioni ed articolazioni, architettura ed urbanistica, pubblico e privato, produzione, progettazione e realizzazione, è sempre stato storicamente, almeno negli ultimi due secoli, un modello di aggressione delle crisi economiche e di ripresa generale dell’economia. Ed è su questi presupposti che grava la capacità delle istituzioni politiche ed economiche di accordarsi al fine di raggiungere un obbiettivo comune, al di là di quella crisi che oltre di tipo economico si appalesa come crisi culturale e civile.

Questa analisi non vuole essere aprioristicamente pessimista, ma assume linfa da una lettura realistica di uno scenario politico che oggi vede i candidati a sindaco del tutto aggrovigliati su slogan ed esclusive problematiche interne, spesso dettate da un palese disinteresse nei confronti dei problemi dei cittadini, tanto da sembrare troppo spesso occupati a difendere rendite di posizione. Vanno trovate quindi, risposte positive a due questioni prioritarie nella nostra realtà.

L’ANALISI

La prima questione riguarda una indifferibile rigenerazione urbana e quindi non più una città che si identifica solo con il centro storico, ma una città rifondata in tanti centri urbani, in tante realtà polifunzionali. Tale concetto può attuarsi solo con la necessaria sinergia tra pubblico e privato.

Le Linee Guida che accompagnano la Legge Urbanistica della Regione Calabria sottolineano come l’assenza di funzioni extra residenziali determina una delle principali problematiche disgregative delle periferie e individuano come obbiettivi e strategie, tra gli altri, l’inserimento di funzioni a carattere di servizio, commerciale e produttivo. Funzioni che, secondo gli esperti, riescono a favorire la commistione sociale coniugando riqualificazione edilizia ed ambientale con azioni per sviluppare l’occupazione e rimuovere il disagio sociale.

L’uso mirato rappresenta pertanto, un elemento fondamentale per il nostro territorio pensando soprattutto al riutilizzo di tutti i contenitori esistenti per esaltare il concetto di non consumare ulteriore suolo guardando in termini di riammagliamento (per usare un termine contenuto nelle citate Linee Guida Regionali) e riorganizzazione in vista della redazione del nuovo Piano Strutturale Comunale.

Un monito, quindi, a titti i candidati a sindaco ovvero alle Amministrazioni che verranno affinché gli interventi proposti e il contesto urbano di riferimento, non divengano nel tempo interventi isolati o abbandonati a se stessi ma a cui rivolgere le dovute attenzioni in termini di sistemazione e manutenzione dei tracciati viari, in termini di urbanizzazioni primarie e secondarie, in termini di mobilità e ricucitura dei quartieri, che continuino insomma, a favorire la partecipazione dei cittadini in quel progetto di sviluppo sostenibile cui tutti auspichiamo.

La seconda questione riguarda il comprensorio di Giovino e ciò che bisogna fare per evitare la possibilità di realizzare, paesaggisticamente parlando, pericolosi scempi ambientali in assenza di uno specifico assetto eco sostenibile. In questo contesto l’errore, ad oggi, probabilmente, è stato quello di chiamare in ballo gli ordini professionali quasi a voler inibire la volontà del Consiglio Comunale e di tutti i cittadini che rappresenta per ciò che ritiene utile e doveroso per la gestione del territorio nell’ambito di un necessari ed imprescindibile confronto.

Ma, al di la di sterili polemiche, la giusta stella polare continua ad indicare che la strada da percorrere riguarda la difesa dei cittadini e dei loro diritti e che l’ amministrazione comunale che verrà dovrà essere lo strumento imparziale affinché ciò si realizzi.

Io, come ho sempre fatto, esponendomi sempre in prima persona e con il rischio di essere scambiato per quello che non sono, continuerò a dare voce ai più deboli sostenendo i loro diritti e denunciando i continui paradossi che albergano in questa terra. Continuerò ad avere sentimento per questa città prodigandomi con tutte le forze e con tutto l’amore possibile per evitare la deriva che potrebbe essere vicina se non si produce in fretta quel sussulto di orgoglio che in tanti dicono di provare ma che in pochi traducono in azioni concrete. Continuerò a battermi per realizzare le condizioni tecniche e politiche, culturali e amministrative che consentano di far si che nell’uso del territorio le ragioni dell’interesse collettivo, dell’interesse di tutti , abbiano la prevalenza su qualsiasi altra ragione, altro interesse, altra esigenza.