Corruzione, Procura Salerno assolve ex procuratore aggiunto di Catanzaro Vincenzo Luberto

Scagionato nello stesso processo anche l'ex parlamentare Pd Ferdinando Aiello

L’ex procuratore aggiunto di Catanzaro, Vincenzo Luberto, e l’ex parlamentare calabrese del Pd, Ferdinando Aiello, accusati a vario titolo di corruzione giudiziaria, rivelazione segreto d’ufficio, favoreggiamento e falso, sono stati assolti dal Gup di Salerno per non aver commesso. L’inchiesta della procura di Salerno, competente sui casi riguardanti i magistrati di Catanzaro, è venuta alla luce nel dicembre del 2019, quando Luberto venne indagato per rivelazione di segreti di ufficio, omissione d’atti d’ufficio e corruzione aggravata dal metodo mafioso (aggravante nel frattempo caduta) per presunti viaggi che sarebbero stati regalati al magistrato dal deputato suo amico.

Il nome del pm emerse in un’indagine della procura di Catanzaro, che poi trasmise gli atti, che evidenziò alcuni presunti contatti fra il politico e la criminalità organizzata. Nello specifico, secondo quanto riportava il decreto di perquisizione, il procuratore aggiunto avrebbe agito attraverso “condotte contrarie ai doveri d’ufficio di magistrato in servizio ottenendo in cambio il pagamento di soggiorni alberghieri” per migliaia di euro sulla base di una “patto corruttivo” con il deputato Aiello.

In cambio, questa l’ipotesi accusatoria, il parlamentare sarebbe stato favorito in un’indagine condotta dalla Dda di Catanzaro di cui Luberto era titolare, nel corso della quale sarebbero venute alla luce a carico di Aiello ipotesi di scambio elettorale politico-affaristico e corruzione, o comunque di contiguità, con la ‘ndrangheta. In sostanza, Luberto, sempre stando all’accusa, non avrebbe iscritto Aiello nel registro degli indagati dando “direttive di indagine alla polizia giudiziaria procedente affinché negli atti da questi redatti non venissero riportati elementi indiziari che erano stati acquisiti nei confronti dell’Aiello”. A seguito dell’indagine, la Sezione disciplinare del Csm dispose il trasferimento del pm al Tribunale di Potenza nel ruolo di giudice civile. Ora la sentenza di assoluzione piena, che fa cadere tutte le accuse, al termine del processo celebrato col rito abbreviato.