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Maniago: “Se c’è la guerra significa che non abbiamo imparato la lezione della pandemia”

L'Arcivescovo di Catanzaro ha aperto le celebrazioni andando in processione dal Monte all’Immacolata

Malgrado la pioggia ed il vento, Catanzaro non ha rinunciato a riprendersi quegli spazi di tradizione, devozione e fede che il Covid aveva chiuso per due anni. E così Monsignor Claudio Maniago ha aperto le celebrazioni della sua Prima settimana Santa da capo della Diocesi Catanzarese e a due anni dalle ultime celebrazioni. Prima della celebrazione solenne nella Basilica dell’Immacolata, che supplisce al ruolo di Cattedrale, Monsignor Maniago ha benedetto le palme ed i ramoscelli d’ulivo dal sagrato della Chiesa del Monte.

Durante l’omelia il Vescovo di Catanzaro ha sottolineato, con rammarico, che l’imperversare dei venti di guerra ci dice che purtroppo l’umanità non ha imparato nulla dalla pandemia, ma con questa domenica delle palme tutta la Settimana Santa dei Cristiani deve essere illuminata.

“È facile comprendere come quest’anno la Pasqua sia un dono prezioso un messaggio che arriva al cuore e alla vita , sempre affrontiamo prove ma mai come quest’anno da una parte si invoca una solidarietà planetaria, dall’altra la pandemia non perde tempo a ricordarci che non abbiamo ancora compreso quale è stata la lezione di questo virus che ha piegato l’umanità , una lezione che doveva ricordarci cosa è essenziale, una lezione che non abbiamo imparato perché ecco che arriva la distruzione di un conflitto , non c’è un solo frutto che possa valere questa sofferenza”.

“In questo 2022 – ha detto ancora il Vescovo- la settimana Santa viene a darci un messaggio forte, da una parte è un messaggio di sofferenza, come nel racconto della Passione di Gesù , ma al tempo stesso abbiamo iniziato la celebrazione con gioia, ricordando che Gesù, sciolto il puledro, entra in Gerusalemme accolto solo da rami di ulivo. Ed ecco quale è il messaggio di questa settimana, se noi con lucidità riusciremo a viverla e se con pienezza , se ci faremo condurre per mano noi possiamo vedere e scorgere una luce, la luce del Signore, impegnarci per vivere una umanità di pace , sentendosi tutti sulla stessa barca, ognuno al suo posto, a fare la propria parte. Così come Gesù ha fatto liberare un puledro, per ridargli una vita di libertà, la a Pasqua del Signore verrà a liberarci, per avere qualcosa in cui credere e sperare. Chiediamo di essere liberati dai lacci del cuore”. “Pietro – ha continuato Monsignor Maniago- rinnegherà tre volte , ma Gesù non lo rimprovererà, perché Pietro ha sperimentato la sua fragilità e Gesù lo accoglie e ne ha Misericordia. Accoglienza e Misericordia è quello di cui tutti abbiamo bisogno. Uno sguardo non di giudizio ma di comprensione. Tra le ultime parole dette sulla Croce , rivolto al ladrone, Gesù dice , oggi sarai con me. E anche noi dobbiamo sentirci vicini al Signore, come i bambini cercano la vicinanza della mamma e del papà e noi questa settimana vogliamo essere vicini a Gesù”.