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Avrebbe maltrattato il figlio minorenne e “usato” per controllare l’ex compagna: 53enne ai domiciliari

La decisione del Gip Flesca. L'ordinanza eseguita dai Carabinieri di Soverato

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    E’ accusato di aver maltrattato il figlio, minorenne in età scolare, e di non aver rispettato il divieto di avvicinamento a suo carico. Per queste ragioni un dipendente regionale 53enne della provincia di Catanzaro è stato posto agli arresti domiciliari dal Gip della Procura di Catanzaro Maria Concetta Flesca.

    L’ordinanza è stata eseguita dai Carabinieri di Soverato.

    Secondo l’accusa l’uomo, già coinvolto in passato in episodi di stalking che lo avevano portato ad essere destinatario come accennato, di un provvedimento di allontanamento, di fatto utilizzava il minore per controllare l’ex compagna e madre del bimbo (entrambi difesi dai legali Anna Marziano e Valentina De Pasquale).

    Soprattutto, si legge nel provvedimento, impediva “il sereno rapporto con la madre con i nonni materni denigrava la figura materna, costantemente dipìnta in termini negativi, quale donna che non accudisce il bambino (anche nel senso che non ne cura alimentazione e la sua igiene personale e che esce la sera lasciandolo solo, circostanze del tutto non corrispondenti al vero) e costringeva il bambino a dare continue informazioni sulle persone frequentate dalla mamma”.

    Nelle 25 pagine dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare sono descritti nei dettagli una lunga serie di episodi. Tra questi avrebbe sottoposto il bambino a continue registrazioni delle conversazioni e delle telefonate e facendogli intendere che si trattava di un modo per riportare agli altri gli accadimenti”.

    Inoltre avrebbe esagerato  la portata delta sua condizione clinica (un ritardo nello sviluppo fisico) fino a fargli credere di essere molto indietro rispetto agli altri bambini e bullizzato da questi per il suo aspetto fisico, cosa che induceva il minore anche al rifiuto delia partecipazione alle lezioni di educazione fisica”.

    D’altro canto avrebbe invece a volte per mera vendetta nei confronti della ex compagna “assecondato il figlio anche quando raccontava fatti inverosimili”.

    Alla base della richiesta di provvedimento cautelare – il pm aveva richiesto la custodia cautelare in carcere– alcune circostanze in particolari quali il fatto che risulti che l’uomo abbia per ben tre volte proceduto a sottrarre il minore alla madre, “sia oggetto di due procedimenti giurisdizionali, in uno dei quali e stato anche arrestato”, ma perseveri “in condotte vessatorie e moleste rivelatrici della sua natura criminale”.

    Motivazioni condivise dal Gip che però ha ritenuto adeguata la misura degli arresti domiciliari. 

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