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Sciopero Anm, “L’obiettivo è delegittimare la riforma”

"Emerge l'idea di una magistratura autoreferenziale, protesa a difendere più che la propria autonomia, la primazia sugli altri poteri dello Stato,"

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“Credo che l’Anm abbia tutto il diritto di rappresentare il suo dissenso rispetto all’approvazione da parte del Parlamento della legge delega per la riforma dell’ordinamento giudiziario, anche proclamando una giornata d’astensione; ciò che sconcerta è il linguaggio utilizzato (‘intimidire i magistrati’) nel documento approvato dal Cdc dell’associazione, oltre che la chiara pretestuosità degli argomenti utilizzati”.

A dirlo all’AdnKronos è l’avvocato Valerio Murgano, presidente delle Camera penale di Catanzaro e coordinatore delle Camere penali calabresi, dopo la scelta dell’Anm di proclamare un giorno di sciopero per protestare contro la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario già approvata alla Camera. Quanto alle parole del presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, per il quale lo sciopero “sarà un modo per comunicare le ragioni del dissenso non un modo per protestare contro una legge in fieri”, Murgano osserva: “L’affermazione più che singolare è abnorme. Il ‘comunicato’ di protesta, così come l’assemblea romana del 30 aprile scorso, sarebbero stati più che sufficienti per, parafrasando il documento dell’Anm, ‘diffondere all’opinione pubblica le ragioni di forte preoccupazione dell’associazione riguardo i contenuti della riforma’. A mio avviso, anche in quest’occasione l’Anm travisa la ratio che ispira la riforma, in un’ottica di conservazione di uno status quo che si vuol mantenere intatto e immutato”.

“L’Anm – spiega Murgano – è stata ascoltata dentro e fuori il ministero, ogni singolo giorno, anche grazie, e non me ne voglia, a una stampa asservita alla propaganda costante dell’associazione magistrati su tutti i temi della Giustizia. Sono convinto che l’astensione alla fine non ci sarà; l’obiettivo è delegittimare una legge che, pur con delle imperfezioni, rappresenta un piccolo passo verso l’obiettivo di una migliore amministrazione della Giustizia”. Quanto al fatto che la riforma Cartabia sia stata approvata alla Camera a larga maggioranza, il presidente delle Camera penale di Catanzaro chiosa: “Parafrasando ancora, l’Anm nel comunicato afferma ‘avremmo desiderato una riforma ispirata al dettato costituzionale del giudice soggetto solo alla legge”. Emerge invece l’idea di una magistratura autoreferenziale, protesa a difendere più che la propria autonomia, la primazia sugli altri poteri dello Stato, ponendosi così al di sopra della legge, della politica e dell’interesse al buon andamento della Giustizia”.

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