Quantcast

Catanzaro, spiagge libere più attrezzate ad uso di tutti

La “pianificazione urbana” dovrebbe coincidere con ciò che significa “città accessibile”: come rendere gli spazi pubblici fruibili da tutti i cittadini

“Stessa spiaggia, stesso mare” era il “leitmotiv” di una vecchia canzone, con l’arrivo della stagione balneare, infatti, spesso si ritorna nella spiaggia del precedente anno, per abitudine, per meriti paesaggistici dei luoghi o dei gestori dei stabilimenti balneari o, ancora, per la propria comodità. Anche nel quartiere Lido del capoluogo ci si prepara per l’estate e per i vari stabilimenti iniziano le prime lavorazioni di installazione, altri, come quelli in pianta stabile anche durante l’inverno, già alle prese con le opere di restauro. I segni della pandemia, anche se in maniera certamente minore, ancora si fanno sentire, tuttavia sembrerebbe che questa in arrivo sia da considerare una “nuova estate”, con meno restrizioni, dunque un ritorno a quella normalità tanto desiderata. Come ben si sa, gli stabilimenti balneari rappresentano quel “quid” delle zone marine, l’elemento basilare ricercato da tutti o quasi. Senza dubbio grande punto di riferimento per chi in vacanza avrà voglia di godere di quelle comodità che ricercherà, dopo un lungo e intenso anno, per trascorrere le proprie vacanze nel modo migliore. Del resto le strutture balneari sono quel biglietto da visita importante anche per una ricezione turistica che si basa sulla qualità, pianificando “servizi ed accoglienza”. Nel quartiere marinaro di Catanzaro la scelta è certamente varia e numerose sono le strutture che durante l’estate sono pienamente attive, offrendo funzioni di vario genere: servizio ombrellone, sdraio e lettini, docce, area svago per i più piccoli, ristorazione, bar, questi ultimi disponibili anche direttamente sotto l’ombrellone. Insomma, una vasta scelta che si estende sia nella parte di costa adiacente al centro del quartiere sia in quella della zona di Giovino, ove le strutture non vengono disinstallate. Tuttavia, c’è una parte considerevole di fruitori che non sempre opta per gli stabilimenti per le vacanze al mare, scegliendo la cosiddetta “spiaggia libera” anche per ridurre le proprie spese che, specie in questo frangente economicamente fragile, si cerca di controllare in maniera più dettagliata. Ma vediamo cosa “potrebbe” offrire questa parte di spiaggia, per chi si indirizza su questa scelta.

SPIAGGE LIBERE

spiagge libere catanzaro

La spiaggia libera è un diritto di tutti e nel litorale adiacente a zone abitative alcune parti devono essere deputate a tale scopo. Anche in questo tipo di spiaggia restano di fondamentale importanza alcuni servizi che necessitano agli utenti e che restano imprescindibili dall’uso della spiaggia stessa. Ma, nello specifico, di cosa si parla? In primis delle passerelle, utili per arrivare agevolmente sull’arenile e, nel particolare, non dovranno fermarsi a metà spiaggia affinché le stesse possano essere utilizzate dai diversamente abili per arrivare più comodamente nei pressi della battigia, si aggiungono i cestini portarifiuti, necessari per disfarsi di “piccoli rifiuti” e quant’altro, inoltre, potrebbero sussistere ad uso degli utenti anche le docce “pubbliche” (alcune spiagge ne sono provviste per scelta del comune) e infine, nelle adiacenze, i “posti auto” riservati alle persone che vivono una disabilità. Questi, alcuni degli accorgimenti necessari alle libere spiagge, sarebbe però interessante poter usufruire delle “spiagge libere attrezzate”, altra opzione che vige in molte località marine italiane con il supporto delle amministrazioni comunali.

SPIAGGE LIBERE ATTREZZATE COMUNALI

La costa del litorale catanzarese offre veramente numerosi spunti, si gode di particolari spiagge e, forse, basterebbe poco per renderle migliori, per poter dare servizi in più sia agli stessi residenti che ad eventuali turisti di passaggio. Vediamo cosa succede in alcune località delle coste italiane, ciò potrebbe rappresentare anche una opportunità per il nostro litorale. Alcune spiagge sono “convenzionate” tramite il comune d’appartenenza (o gestite direttamente dallo stesso comune) perfette per chi ama le spiagge libere ma vuole usufruire di quei comfort basilari, come docce, assistenza per “primo soccorso”, pulizia e altri servizi come ad esempio l’utilizzo di “sedie-job” per le persone che vivono una disabilità, per consentire loro un agevole ingresso in acqua. Alle volte si associano anche altre possibilità, come l’uso di ombrelloni e sdraio, a prezzi calmierati. Da rispettare, da parte di chi usufruisce di questo tipo di spiaggia, alcune regole basilari, come il divieto d’accensione di falò, l’installazione di tende da campeggio, posteggio roulotte, insomma il perseguimento di quelle norme fondamentali per il decoro e il buon vivere civile.
Dunque, una serie di “servizi” per chi, avendo relative possibilità di spesa, non andrebbe ad intaccare il proprio budget in maniera determinante, soprattutto per i pendolari che viaggiando tra “mare e città” devono già includere la spesa carburante. Le “spiagge attrezzate” sono pertanto sostanzialmente diverse da quelle gestite dai comuni stabilimenti balneari (che ovviamente hanno tutti i meriti per le loro attività) e chi ne usufruirebbe potrebbe avere il piacere di piccole comodità con una spesa accessibile. Si vuole ribadire ancora, quanto anche una semplice “passerella” sia di fondamentale importanza, per le persone anziane, i disabili, ma anche per chi con i propri bambini si appresta a frequentare la spiaggia. Proprio in riferimento a quelle comodità “basilari”, ripercorrendo il lungomare “Stefano Pugliese” ci si accorge di una “mancanza” che riguarda alcune delle scale che danno facoltà di scendere in spiaggia. Infatti, sebbene esteticamente belle, quelle contraddistinte dai colori “blu, verde e giallo” (colorazione data per contrassegnarle) sono mancanti delle rampe per i disabili, ma anche per anziani ed eventualmente bambini, una scelta architettonica probabilmente destinata alla bellezza della scala in sé, che però potrebbe creare delle difficoltà a chi è impossibilitato ad accedere in spiaggia tramite la scala. Da ciò la conseguenza e la necessità di spostarsi verso quelle che ne sono provviste, includendo la limitazione nella scelta della “spiaggia libera”, magari anche lontana dal proprio contesto abitativo, condizione “scomoda” per chi vive una disabilità o uno stato precario. La “pianificazione urbana” dovrebbe, forse, coincidere con ciò che significa “città accessibile”, ovvero: come rendere gli spazi pubblici fruibili da tutti i cittadini.

In foto una delle tre scale citate
spiagge libere catanzaro