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Coltivazione domestica di cannabis, in corso il processo al tribunale di Paola

A sostenere la difesa di un giovane ammalato di fibromialgia l’avvocato del foro di Catanzaro Gianmichele Bosco, mentre è in Commissione Giustizia la relativa proposta di legge

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Si è svolta al tribunale di Paola la seconda udienza del processo che vede imputato il venticinquenne Cristian Filippo con l’accusa di coltivazione illegale di cannabis. Filippo, ammalato di fibromialgia, utilizzava la cannabis a scopo terapeutico per lenire i forti dolori causati dalla malattia, non suscettibili di miglioramenti con la terapia tradizionale. Così perlomeno è sostenuto dalla difesa di Filippo, svolta dall’avvocato Gianmichele Bosco del foro di Catanzaro, incaricato dall’associazione Meglio Legale e dall‘associazione Luca Coscioni.

In seguito a una perquisizione del giugno 2019 i carabinieri rinvennero nell’appartamento di Filippo due piantine di cannabis e lo denunciarono per coltivazione illecita e detenzione di sostanza stupefacente per cessione a terzi. L’accusa di spaccio, in sostanza, si basa sulla condizione di disoccupato di Cristian, tale da non consentirgli il procacciamento della strumentazione necessaria ala coltivazione, se non attraverso i profitti derivanti dalla coltivazione.

L’imputato era stato ristretto ai domiciliari per un mese e poi sottoposto all’obbligo di dimora in Paola fino al successivo mese di ottobre. Nell’udienza di giovedì 5 maggio, la seconda dopo la preliminare del giugno 2021, sono stati ascoltati il maresciallo dei carabinieri che ha operato la perquisizione e il medico curante del giovane. La prossima udienza è stata fissata dal giudice Carla D’Acunzo per il 22 settembre 2022.

“Il medico curante di Cristian – ha detto a Catanzaroinforma l’avvocato Bosco – ha dichiarato che il paziente ha ripetutamente provato nel corso degli anni a curarsi con i farmaci tradizionali per attutire i dolori, causando forti effetti collaterali. L’unico rimedio per il dolore era risultata la sostanza cannabinoide. Noi riteniamo che le piantine coltivate da Cristian fossero adibite a consumo personale per uso terapeutico. Rilevante anche che durante la perquisizione non è stato rinvenuto denaro”. L’attesa è per l’udienza di settembre durante la quale accusa e difesa potranno svolgere le loro argomentazioni oltre che ascoltare le dichiarazioni del giovane imputato, mentre il processo riveste rilevanza nazionale anche per la coincidenza dell’arrivo in Commissione Giustizia della proposta di legge per legalizzare la coltivazione domestica della cannabis per uso terapeutico, con i limiti di tipo e quantificazione della coltivazione in modo da escludere la possibilità di spaccio.

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