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Festa della mamma, “trasfusione d’amore”

Versi di Anita Epifano dedicati alla mamma

Domani 8 maggio, l’Airc torna a colorare tantissime piazze d’Italia. Sin dal 1985 la Festa della Mamma, attraverso le azalee della ricerca, è diventata infatti un appuntamento importante per tanti ricercatori che dedicano il loro tempo e offrono un fattivo contributo alla lotta contro i tumori della mammella e, in senso lato, contro tutte le neoplasie femminili.

Offrire alla propria mamma una azalea non è, perciò, solo un atto di amore filiale. La mamma è tale per sempre! Anche dopo la morte, soprattutto quando in vita ha sostenuto con ogni mezzo i propri figli, sorreggendoli e aiutandoli a superare gli inevitabili ostacoli quotidiani. Ricordare la propria mamma, anche dopo la morte, è quindi una bella “trasfusione d’amore”, perché l’amore, materno o filiale che sia, aiuta tutti a stare bene in ogni momento. “Mi sembravi eterna, ma così non eri” aveva scritto Vincenzo Ursini alcuni anni fa dedicando alla propria mamma una bella poesia. Poi Ursini aveva aggiunto: “M’ingannavano i tuoi occhi chiari, i tuoi sorrisi smisurati e veri… Di ferite ne avevi e pure tante, ma più del male che portavi dentro, nessuna ti pungeva a dismisura”.

Quest’anno un’altra figlia, Anita Epifano di Lamezia Terme, dedica alla madre Maria Grazia Trunzo (poetessa di grande sensibilità scomparsa nel 2020, premiata dall’Accademia dei Bronzi lo scorso mese di dicembre con una targa alla memoria) alcuni teneri versi, pieni di un amore filiale smisurato. “Mi hai dato la vita. Ho combattuto come una guerriera per salvare la tua”, scrive Anita. “Non piangere figlia mia”, mi dicevano i tuoi occhi, quando impotente cercavo di salvarti, col capo chino sul tuo cuore che mai avrei voluto sentir smettere di battere”.

Ed ancora: “Sorridi figlia mia, le mie mani non lasceranno mai le tue”. Stringono le mie quelle mani, mamma! Oggi, domani, sempre. Mi hai donato te stessa, infondendomi i più elevati valori. “Sei forte figlia mia, coraggiosa, dolce, speciale”, mi dicevi. “Sorridi figlia mia, non smettere”. Sei in ogni mio sorriso mamma, in ogni mio respiro, oggi, domani, sempre. Le tue carezze amorevoli sul mio viso, i tuoi baci tenerissimi, infiniti… Oh, come li vorrei sentire ancora, mamma! Hai cosparso di dolcezza un intero pianeta. Grazie, mamma!, conclude Anita. “L’umanità ha bisogno di una intensa e quotidiana trasfusione d’amore”!

Bisogno d’amore, oggi più che mai, con i venti di guerra che soffiano senza sosta ogni giorno. Auguri a tulle le mamme del mondo.