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Chioschi, Comune proroga concessioni ma dal 1995 molti non hanno pagato e non è stata garantita concorrenza

Il 31 dicembre 2023 le aree saranno riassegnate a seguito di bandi pubblici, ma la cronistoria presente nella determina rimanda un'immagine poco trasparente della gestione del commercio ambulante negli ultimi 28 anni

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E’ il 31 dicembre del 2023 il termine che il Comune di Catanzaro ha fissato per la scadenza delle concessioni ad uso commerciale a mezzo chiosco, nelle more, si legge nella determina approvata dal settore Patrimonio, di una procedura di evidenza pubblica che riassegni i permessi.

Regime autorizzatorio risalente al 1995 mai adeguato a procedure di evidenza pubblica

L’attuale disciplina è datata 1995 allorquando venivano istituiti i posteggi per l’esercizio del commercio di cui all’art. 1 comma 2 lett a), limitatamente alle aree cimiteriali, con conseguente installazione gazebi (chioschi), per consentire la vendita di fiori; con successiva nota n. 2885 del 15.07.1996, a firma del Dirigente del Settore Attività Economiche, venivano indicati i soggetti operatori destinatari del titolo autorizzatorio (concessione) successivamente rilasciato con delibere di Giunta Comunale e valido per un periodo di cinque anni (rinnovabile alla scadenza); con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 57 del 14.10.2010 si approvava la variazione dell’individuazione dei posteggi per l’esercizio del commercio di cui all’art. 1 comma 2 lett. a) del Cimitero di Via Paglia, a parziale modifica della Delibera Consiliare n. 113 del 12.03.1995.

Concessioni rinnovate anche in presenza di posizioni debitorie

Nel corso degli anni, il Comune di Catanzaro, in seguito a istanze di privati, ha rilasciato per un periodo di cinque anni rinnovabili alla scadenza, senza alcuna procedura di evidenza pubblica (come per quelle sopra indicate) varie concessioni per il commercio su aree pubbliche a mezzo chioschi per consentire l’esecuzione di varie attività commerciali tra cui la vendita di: 1) frutta e verdura; 2) bevande e alimenti (chioschi-bar); 3) giornali e riviste (chioschi-edicole), valide per un periodo di cinque anni (rinnovabile alla scadenza);  alle rispettive scadenze, a seguito della richiesta di rinnovo dei soggetti interessati, alcune delle già menzionate concessioni sono state di volta in volta prorogate.

Per alcuni concessionari, a causa della mancata/ritardata corresponsione dei canoni dovuti e il protrarsi di tale situazione nel tempo, non è stato possibile regolarizzare la proroga del rapporto concessorio.  Rilevato che, per superare la problematica di cui all’ultimo punto e per recuperare le somme, sono state adottate due diverse iniziative:  per i concessionari che hanno manifestato la volontà di voler regolarizzare la propria posizione debitoria sono stati accordati, dal Settore Servizi Finanziari, dei piani di rateizzazione; per i concessionari che non hanno manifestato la volontà di voler regolarizzare la propria posizione debitoria e/o non hanno osservato il piano di rateazione stabilito sono stati avviati i procedimenti di decadenza/revoca delle occupazioni di suolo pubblico per violazione degli obblighi fiscali e finanziari e/o inadempienze contrattuali e dispositive.

La moratoria causata dalla pandemia ha falsato il principio della concorrenza favorendo i già titolari di concessioni

Relativamente alla moratoria emergenziale prevista dal d.l. n. 34/2020, con riferimento all’omogenea disciplina della proroga delle concessioni demaniali marittime, “Non vi è (…) alcuna ragionevole connessione tra la proroga delle concessioni e le conseguenze economiche derivanti dalla pandemia, presentandosi semmai essa come disfunzionale rispetto all’obiettivo dichiarato e di fatto diretta a garantire posizioni acquisite nel tempo” (Cons. Stato A.P. n. 18/21 – punto 28) – anche perché tale misura salvaguarderebbe solo una categoria di operatori economici, ovvero quelli già titolari di concessioni, ad irragionevole discapito degli altri operatori che aspirano al subentro nelle concessioni stesse”.

Cosa prevedono de direttive comunitarie e la giurisprudenza amministrativa

Le direttive comunitarie dal canto loro impongono l’indizione di gare pubbliche a tutela della concorrenza per il mercato, materia “trasversale” che è suscettibile di trovare applicazione in vari settori dell’ordinamento nazionale, tra cui deve senz’altro farsi rientrare quello delle concessioni di parcheggi a rotazione per l’esercizio del commercio per altro caratterizzati anch’esse dalla scarsità delle concessioni assentibili.

Preso atto delle sentenze n. 530/537/539 del 18.01.2022 con le quali il TAR Lazio ha richiamato i principi espressi dall’Adunanza Plenaria del Consiglio Stato, nelle su citate sentenze, traslandoli anche alle concessioni per il commercio su area pubblica e prevedendo lo stesso regime transitorio previsto per le concessioni demaniali marittime, ovvero il mantenimento dell’efficacia fino al 31 dicembre 2023, previo accertamento degli ulteriori presupposti richiesti dalla normativa vigente, fermo restando che, oltre a tale data, anche in assenza di una disciplina legislativa, esse cesseranno di produrre effetti, nonostante qualsiasi eventuale ulteriore proroga legislativa che dovesse nel frattempo intervenire, la quale andrebbe considerata senza effetto perché in contrasto con le norme dell’ordinamento dell’U.E. e fermo restando che, nelle more, l’amministrazione ha il potere/dovere di avviare le procedure finalizzate all’assegnazione delle concessioni nel rispetto dei principi della normativa vigente, come delineati dalle sentenze dell’Adunanza Plenaria n. 17 e n. 18 del 9 novembre 2021.

Parcheggi fissi per il commercio ambulante come bene scarso in città e mancanza di concorrenzialità

Atteso che i posteggi fissi – su cui è possibile installare un chiosco – per l’esercizio del commercio, nel comune di Catanzaro, sono un bene limitato considerato anche il ristretto carattere territoriale del Comune concedente, l’attuale assenza di concorrenzialità del settore e l’elevata attrattiva che rivestono per gli operatori tali attività; considerato opportuno e urgente, in funzione di un’adeguata tutela sotto tutti i profili rilevanti, di un’efficace gestione dell’uso del suolo pubblico per lo svolgimento di attività commerciali a mezzo chioschi e in previsione dell’applicazione della normativa comunitaria (Direttiva 2006/123/CE), prevedere le seguenti attività: eseguire una ricognizione attuale e ridefinizione delle aree pubbliche per l’esercizio del commercio a mezzo chiosco in termini di ubicazione, superficie e destinazione commerciale; procedere alla stesura di un bando ad evidenza pubblica, comprensivo di capitolato d’oneri e indicazione dei criteri per l’assegnazione delle aree pubbliche, come sopra individuate, per attività commerciale a mezzo chiosco, in conformità della Direttiva 2006/123/CE, dei dispositivi delle sentenze n. 17 e n. 18 del 9 novembre 2021 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, nel rispetto dei principi della normativa vigente ovvero ai sensi della normativa di riordino della materia eventualmente approvata da Governo e Parlamento conforme alle norme dell’ordinamento U.E.; prorogare, di conseguenza nelle more, con atto espresso ed individuale, fino al 31/12/2023, le concessioni di occupazione di suolo pubblico (o.s.p.) a mezzo chiosco, riconoscendo il periodo pregresso, previa verifica della sussistenza (in capo agli attuali concessionari) dei requisiti richiesti dalla normativa vigente e della regolarità nei pagamenti di natura patrimoniale e tributaria, prevedendo in caso contrario l’avvio della procedura per la decadenza/revoca della concessione.

Cosa farà il Comune fino a dicembre 2023

Ecco perché il Comune  si propone di eseguire una ricognizione attuale e ridefinizione delle aree pubbliche per l’esercizio del commercio a mezzo chiosco in termini di ubicazione, superficie e destinazione commerciale; di procedere alla stesura di un bando ad evidenza pubblica, comprensivo di capitolato d’oneri e indicazione dei criteri per l’assegnazione delle aree pubbliche, di stabilire che i beneficiari della proroga di cui sopra sono esclusivamente i soggetti, titolari di concessioni o.s.p. a mezzo chiosco, in possesso dei requisiti previsti dalla legge e in regola con il pagamento del canone di concessione di suolo pubblico e/o tassa di occupazione di suolo pubblico, sostituiti dal 1° gennaio 2021 dal Canone Unico Patrimoniale, nonché con le altre posizioni tributarie dell’Ente comunale;  di precisare che scaduto il termine fissato al 31/12/2023, e comunque alla conclusione del bando ad evidenza pubblica, tutte le concessioni in essere dovranno considerarsi prive di effetto, indipendentemente da se vi sia – o meno – un soggetto subentrante nella concessione.

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