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Stabilizzazione del personale sanitario, l’appello della Cisa per i co.co.co

"Non dimenticare questa categoria"

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Spiragli di luce per il tortuoso percorso di stabilizzazione del personale precario della sanità ma senza dimenticare i co.co.co. In una nota la Confederazione Italiana Sindacati Autonomi scrive: “Lo spartiacque tra l’infinita precarietà e la speranzosa fine del persistente susseguirsi della stipula di “contratti a termine” sembra assottigliarsi in vista dell’avviso esplorativo finalizzato alla ricognizione preliminare del personale sanitario ed oss bandito dall’ASP di Catanzaro, atteso che lo stesso risulta preordinato alla stabilizzazione del predetto personale, seppur rimanendo, come inaspettato, deficitario rispetto alla categoria dei lavoratori subordinati co.co.co”.

“La categoria, interposta tra i lavoratori autonomi e quelli dipendenti, subisce un’ulteriore ingiustificata disparità di trattamento, con tutte le infauste conseguenze che ne derivano.Non può certo disconoscersi l’importante ruolo rivestito dal personale parasubordinato in parola, il quale ha prestato in via continuativa un’opera in favore del committente di straordinaria eccellenza nel particolare periodo storico della grave crisi epidemiologica, in forza della quale, gli Enti oggi preposti a dare risposte concrete, si sono posizionate di traverso nei confronti di coloro ai quali, invero, hanno accinto in periodi di assoluta necessità per di poi oggi, ribadire, essere accantonati come personale di “categoria secondaria”.

“Non può certo disconoscersi egual diritto ai co.co.co. – si legge – nell’acconsentire di partecipare all’avviso esplorativo a cui viene chiamato il personale sanitario, attesa l’insussistenza di motivi ostativi in tal senso, con doveroso formale invito, a nome della scrivente CISA, ai preposti Enti locali Asp e Regione Calabria, di prontamente intervenire onde rimediare all’”indelicato” errore in cui siano incorsi onde eluderne l’adesione a detta categoria di Lavoratori, la cui differenza, posta in essere, non la si rinviene, poiché inesistente, rispetto al restante personale sanitario”.

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