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Finanziere in servizio si toglie la vita: era teste della Dda in un processo

Avrebbe dovuto testimoniare al processo "Petrol Mafie" a Vibo Valentia, un'inchiesta del procuratore Gratteri contro le cosche vibonesi

A.C. 52 anni finanziere in servizio a Lamezia Terme, avrebbe dovuto testimoniare ieri a Vibo Valentia nel processo “Petrol Mafie”, un’inchiesta che la Dda di Catanzaro ha condotto contro le cosche vibonesi ma che ha portato alla luce ramificazioni a livello internazionale della ‘ndrangheta per i traffici illeciti con gli idrocarburi.

Il luogotenente della Guardia di finanza originario di Soveria Mannelli, però non è mai arrivato in Tribunale. Era uno dei testi principali dell’accusa ed aveva già deposto sabato aveva in udienza. E’ stato trovato morto in un appartamento di Pizzo Calabro dove si è tolto la vita con un colpo di pistola.

L’indagine per far luce sui motivi che hanno spinto il finanziere a non presentarsi in aula ed a togliersi la vita sono affidate ai carabinieri con il coordinamento della Procura di Vibo Valentia. L’inchiesta è scattata nel 2021 è una delle più importanti condotte dalla Procura antimafia di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri definita “Rinascita Scott 2 perché è uno degli aspetti del riciclaggio della famiglia Mancuso di Limbadi”.