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Medico no vax sospeso, giusta la decisione dell’Ordine che ora sarà risarcito

Il Tar Calabria condanna un professionista scrivendo che il provvedimento è stato "Conseguenza diretta di una precisa scelta individuale del ricorrente, che potrà rimuovere sottoponendosi alla vaccinazione"

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    Quella sospensione dal servizio per non aver adempiuto all’obbligo vaccinale previsto per i sanitari  in tempo di pandemi, era giusta.

    A deciderlo il Tar Calabria che ha pronunciato un’ordinanza dando ragione all’ordine dei medici, rappresentato in giudizio da Giuseppe Pitaro, contro il ricorso presentato da un medico difeso da Antonietta Veneziano.

    scrivono i giudici amministrativi : “La ricorrente non ha adempiuto all’obbligo, previsto dalla legge, di sottoporsi alla vaccinazione anti Covid-19, né si è dotata della documentazione
    medica idonea a consentire l’esonero dall’obbligo vaccinale .  Non ricorrono –  scrivono i giudici –   i presupposti per sollevare, in questa sede cautelare, questione di legittimità costituzionale  in quanto l’obbligo vaccinale appare coerente con i migliori approdi conoscitivi cui è pervenuta la comunità scientifica e costituisce espressione del principio di solidarietà sociale”
    Ad un sommario esame, secondo il Tar,   il ricorso non è sostenuto dal requisito del fumus boni juris, così come, sotto il profilo del periculum in mora,  la censurata sospensione dall’esercizio della professione sanitaria si pone quale conseguenza diretta di una precisa scelta individuale del ricorrente che potrà, quindi, agevolmente rimuovere sottoponendosi alla vaccinazione.

    Sempre sotto il profilo dell’assenza del periculum in mora, i giudici amministrativi hanno rilevato che la ricorrente, a fronte dell’emissione in data 24 gennaio 2022 del provvedimento di sospensione, abbia notificato il ricorso solo in data 25 marzo 2022, depositandolo presso la Segreteria del Tribunale il successivo 22 aprile 2022, così evidenziando l’insussistenza di pressanti esigenze di tutela cautelare, peraltro allegate in ricorso in modo generico.
    Per questi motivi il medico è stato condannato  alla rifusione, in favore dell’Ordine dei Medici Chirurgi e degli Odontoiatri della Provincia di Catanzaro, in persona del Presidente in carica, delle spese della presente fase cautelare, che liquida nella misura di € 950,00.

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