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Lettera aperta all’università sui problemi della mensa

Le Rsu dell'Università scrivono al rettore e al management universitario per convocare, in tempi brevi, un tavolo tecnico per confrontarsi sulla questione

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Al Magnifico Rettore
Prof. Giovambattista de Sarro
p.c.
Al Direttore Generale
Dott. Roberto Sigilli
Al Prorettore per le Relazioni Sindacali
Prof. Umberto Gargiulo
Alla Fondazione UMG
Al Personale Docente UMG
Al Personale Tecnico Amministrativo UMG
Alle OO.SS. di Ateneo
Magnifico Rettore,
con la presente sottoponiamo alla Sua attenzione il problema (divenuto ormai insostenibile e ai limiti della legalità) della mensa universitaria.
Con nota del 26/04 u.s. la scrivente RSU segnalava al Direttore una serie di problematiche inerenti il Personale TAB la cui priorità era la pessima gestione del servizio mensa con tempi di attesa biblici e scarsissima qualità dei cibi somministrati. Lo stesso Direttore riscontrava la medesima nota in data 06/05, rassicurando sul fatto di avere incaricato la Fondazione UMG per procedere a una verifica della qualità dei pasti e alla risoluzione del problema delle lunghe attese.

Nella successiva riunione di contrattazione del 09/05/2022, su esplicita richiesta di chiarimenti da parte della RSU, lo stesso Direttore confermava quanto già specificato nella nota del 06/05 e puntualizzava che, nell’ottica del miglioramento dei servizi offerti al personale tutto, avrebbe gradito, nei giorni a seguire, dei riscontri da parte del personale per verificare l’effettivo miglioramento del servizio mensa.

Ebbene, ad oggi, non solo la situazione non solo non è mutata ma è addirittura sensibilmente peggiorata considerate le numerose lagnanze (scritte e orali) pervenute a questa RSU, di cui una ci risulta anche indirizzata alla stessa Direzione Generale. Alcuni colleghi, infatti, ci segnalano (anche mediante l’ausilio di una dettagliata documentazione fotografica) la somministrazione di cibi con pessimo aspetto meritevoli senz’altro di un approfondimento alimentare e sanitario (a titolo meramente esemplificativo alleghiamo una delle foto pervenutaci). Altri colleghi (parliamo di 4/5 unità per il momento) hanno lamentato episodi di dolori, bruciori addominali e/o vomito nelle ore successive alla pausa pranzo presso la mensa universitaria.

Tale situazione, nostro malgrado, non è piu’ tollerabile, poiché il personale che rappresentiamo non merita (oltre ad altre problematiche che verranno affrontate nelle prossime riunioni di contrattazione) un simile trattamento ma, soprattutto, non possiamo permettere che venga seriamente messa a repentaglio la salute degli stessi lavoratori.

A cio’ aggiungiamo che, nei giorni scorsi, il personale tecnico amministrativo è stato da noi invitato a rispondere a pochissime brevi domande inerenti la qualità dei servizi offerti all’interno dell’Ateneo (con particolare attenzione al servizio mensa). Oltre il 72% del personale TAB ha risposto al questionario on line e, dalla stessa indagine (i cui risultati Le verranno forniti piu’ dettagliatamente con successive comunicazioni), è emerso quanto segue:

1) circa l’85% del campione ha giudicato “elevati” i tempi di attesa per la sola erogazione del pasto”
2) circa il 69% del campione è totalmente insoddisfatto dei cibi somministrati alla stessa mensa, il 30% è parzialmente soddisfatto e solo un utente ha dichiarato di essere soddisfatto;
3) il 98% del campione ha dichiarato che sarebbe disponibile alla reintroduzione del buono pasto come modalità alternativa al servizio mensa;
4) il 78% del campione si è detto disponibile ad una qualsiasi iniziativa di protesta per la reintroduzione del buono pasto.

Tutto cio’ premesso si chiede, in primo luogo, che vengano adottati, con la massima urgenza, tutti i provvedimenti di competenza necessari per la tutela della salute del personale tecnico amministrativo con l’avvertenza che, nel perdurare di tale incresciosa situazione, ci vedremo costretti a sporgere denuncia alle preposte autorità di vigilanza e controllo nonché a intraprendere , con l’ausilio delle OO.SS., eclatanti iniziative di protesta.

Inoltre, considerati gli indiscussi esiti del breve sondaggio somministrato, si chiede, nuovamente, che questa amministrazione voglia convocare, in tempi brevi, un tavolo tecnico per confrontarsi sulla questione e valutare seriamente il ripristino del buono pasto come modalità alternativa al servizio mensa dando la possibilità al personale di utilizzarlo anche presso gli altri punti ristoro dell’Ateneo e innescando, di fatto, anche un meccanismo concorrenziale e di aumento della qualità a favore della comunità accademica tutta.
Cordiali saluti
LA RSU di Ateneo
Giuseppe Argiro’
Ivan Caroleo
Katharina R. Palermo

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