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Il sindacato dei dirigenti locali insorge contro Occhiuto: “Perplessi dalle sue dichiarazioni”

"L’ordinamento giuridico italiano è caratterizzato dalla separazione tra la sfera politica e quella gestionale amministrativa"

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A distanza di qualche giorno dalla dura presa di posizione del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, rispetto all’azione di un dirigente arriva la nota del sindacato Direl (dirigenti enti locali).

“Le dichiarazioni del Presidente Occhiuto apparse sul suo profilo FB e riguardanti la revoca di un provvedimento dirigenziale e la rimozione del dirigente regionale che lo ha adottato ci lasciano basiti e profondamente perplessi.” E’ quanto afferma in una nota il Sindacato regionale DIREL che stigmatizza la delegittimazione attuata sui social dell’intera categoria dirigenziale ed esprime profonda solidarietà ai colleghi dirigenti coinvolti nella vicenda.

“Si rammenta che l’ordinamento giuridico italiano è caratterizzato dalla separazione tra la sfera politica e quella gestionale amministrativa, sicché gli organi politici non possono interferire sull’adozione dei provvedimenti dirigenziali e non possono revocarli, modificarli, o annullarli, essendo tale potere in capo ai dirigenti stessi; né, tantomeno, l’organo politico ha il potere di rimuovere i dirigenti che adottano provvedimenti non graditi.”

Nella fattispecie, occorre rilevare che il Decreto del Dirigente del Settore n. 5443 del 18.05.2022 ha ad oggetto l’affidamento della fornitura di gadgets da parte di una Ditta selezionata ai sensi di legge mediante procedure MEPA ed esplorazione di mercato e richiesta di preventivi, per come si evince dal medesimo Decreto, in conformità e attuazione del Piano Esecutivo Annuale d’Immagine e Promozione Turistica 2022 di cui alla DGR n. 59 del 2022, trattandosi di un mero atto esecutivo-gestionale della pianificazione stabilita dall’organo politico. Si sottolinea, altresì, che i singoli provvedimenti dirigenziali non devono essere supervisionati dal Presidente della Giunta regionale, poiché ove si avvalorasse tale prassi si pregiudicherebbe l’imparzialità ed il buon andamento della P.A., nonché l’autonomia dirigenziale che ne costituisce un presupposto indefettibile; nella fattispecie, il provvedimento dirigenziale è stato sottoposto ai controlli di rito prima di essere registrato e numerato. In ogni caso, ove l’organo politico avesse avuto delle riserve da manifestare nei confronti della legittimità del provvedimento o della sua conformità alla DGR n. 59 del 2022, avrebbe potuto formulare i dovuti rilievi alla dirigenza in forma rituale ed ai sensi di legge e non mediante l’uso dei social.

Infine, si ritiene davvero infelice l’affermazione: “Tutti, anche i dirigenti, devono sapere che da sei mesi è cambiata la musica”, frase gravemente lesiva della dignità dei dipendenti pubblici.

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