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Processo Malapianta-Infectio della Dda di Catanzaro, condanne sino a 30 anni

Il Tribunale di Crotone si è pronunciato in primo grado. Anche sette assoluzioni. La soddisfazione di un collaboratore di giustizia

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Il Tribunale di Crotone ha emesso questo pomeriggio la sentenza di primo grado del processo Malapianta-Infectio legata a due operazioni condotte su input della Dda di Catanzaro che tra maggio e dicembre 2019 che hanno colpito le cosche di Ndrangheta del Crotonese e in particolare il loro potere di minare con estorsioni, la libera concorrenza nella esecuzione di lavori edilizi ma anche il loro controllo sul mercato della droga. Queste le condanne inflitte dal collegio composto dal presidente Massimo Forciniti e dai giudici Alfonso Scibona ed Elisa Marchetto.

Alfonso Mannolo, 30 anni di reclusione; Remo Mannolo, 19 anni; Alberto Benincasa 4 anni e 6 mesi; Giuseppe Benincasa 17 anni e sei mesi; Antonella Bevilacqua, 11 anni ; Mario Cicerone, 7 anni e sei mesi;  Valentina Danieli, 2 anni e sei mesi; Antonio De Franco, 13 anni, Ciro Di Macco 3 anni e sei mesi; Roberto Fusari, 3 anni e nove mesi;  Luigi Giappicchini, 5 anni , Piero Giacchetta, 3 anni,  Luca Mancuso Trabucco, 4 anni, Francesco Falcone, 16 anni; Paolo Menicucci, 5 anni; Annunziato Profiti, 4 anni, ; Pasquale Nicola Profiti, 8 anni; Pietro Russo, 3 anni, Renzo Tiburzi, 3 anni. Assolti Alessio Bassetti, Lamberto Lombardi, Armando Manetta, Giovanni Rizzuti, Serzy Aleksander Sabieraj, Giuseppe Vittimberga Ferraro, Domenico Bevilacqua, Salvatore Diano

Mastroianni Sono costretto a vivere sotto scorta per una scelta fatta tre anni fa. Continuo a denunciare e a collaborare con i magistrati della Dda e con le forze dell’ordine. Resto impegnato nella mia attività imprenditoriale così faticosamente strappati ai tentacoli della Ndrangheta
Con questa sentenza si raggiunge un traguardo essenziale nel contrasto al fenomeno criminale, poiché, dopo 50 anni di indiscussa egemonia, si cristallizza l’esistenza della locale di ‘ndrangheta Mannolo. Una consorteria forte, spietata e capitalizzata. Parole dell’imprenditore Giovanni Notarianni, testimone di giustizia rappresentato in giudizio dall’avvocato Michele Gigliotti

Le indagini Malapianta, Thomas Infectio e non da ultimo Jonica, condotte mirabilmente dalla DDA di Catanzaro, hanno dimostrato il potenziale imprenditoriale ed economico delle ‘ndrine cutresi.
La Dda e le Forze dell’ordine hanno liberato 40 km di costa dove noi imprenditori del Turismo per anni siamo stati vessati da feroci richieste estorsive e gravi danneggiamenti.
40 km di costa che oggi sono liberi e da sviluppare in modo sano.
Attività criminali che hanno penalizzato e inquinato lo sviluppo economico dell’intera fascia Ionica tra Catanzaro e Crotone. Ma oggi la ‘ndrangheta perde.

Adesso che ho la possibilità di vivere un presente che, a lungo, in momenti assai bui non avrei mai pensato di poter vivere, ho iniziato a pensare anche al futuro. Il mio e quello della mia famiglia. In questo futuro prossimo vorrei anche mettere la mia dolorosa esperienza a servizio degli altri, come monito come esempio e come arma per chi ancora oggi non ha denunciato. È una spinta a fare un passo ulteriore nella lotta alla ndrangheta, usando questa mia storia di Vittoria come stimolo a comprendere che c’è ancora tanto da fare. La parte più complicata e difficile del sistema estorsivo è come le cosche entrano in punta di piedi nelle aziende attraverso il personale, proponendo fornitori e servizi, controllando dall’interno ogni segmento dell’attività. Per non parlare dei danneggiamenti che sono mirati e strategici e attraverso cui l’economia libera viene distorta. Sono talmente radicati nei territori che conoscono benissimo tutto quello che fa girare il denaro.

Voglio ringraziare i magistrati e gli uomini delle forze dell’ordine che ho incontrato nel mio percorso, che onorano la toga e la divisa che indossano. Sono loro il braccio di uno Stato che, quando incarnato dalle persone giuste, è capace di sconfiggere il nemico, anche quello più subdolo, facendo sentire la presenza dello Stato”.

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