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Soveria, la posizione del Comune: “Condanniamo ogni forma di violenza ma non parliamo di intimidazioni”

"Parlare di violenza in questa terra è argomento fin troppo serio, ed occorre non confondere l'assolutamente deprecabile vandalismo (che condanniamo senza se e senza ma) con il ben più grave costume dell'intimidazione"

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La presa di posizione del Comune di Soveria, dopo il grave atto intimidatorio nei confronti di Francesco Rosso, di 87 anni, pensionato, vedovo, ex cantoniere Anas, collaboratore del parroco don Davide Marino, è netta: “Condanniamo, con forza, ogni violenza, verbale, materiale e fisica”.

“Condanniamo ogni lesione alla Dignità di ciascuno, e quindi anche quella del Cittadino Francesco Rosso, per il vile gesto subito. La Casa Comunale è, ed appare superfluo ribadirlo, aperta e di supporto ad ogni azione di tutela del Cittadino. I fatti, segnalati in una nota stampa che circola sulla stampa in queste ore, appaiono comunque isolati, scollegati fra loro e non inseriti in alcuna spirale di violenza, di cui non si è registrata nessuna segnalazione da parte delle Autorità competenti. Tanto ci preme precisare per tranquillizzare la popolazione tutta – si legge nella nota.

“Il dialogo con la Stazione dei Carabinieri di Sellia Marina è costante, proficuo e pienamente collaborativo, come lo è stato anche in relazione ai due spiacevoli episodi. Cogliamo, quindi, l’occasione per ringraziare l’Arma di competenza territoriale per la disponibilità e la costante attenzione” – prosegue.

“È nostro doveroso impegno, d’altronde, dimostrare sensibilità attraverso l’esercizio di ciò che ci compete: svolgere, con i fatti, un’azione amministrativa che sia capace di intercettare investimenti in sicurezza e contribuire alla crescita morale della comunità. Dotare il territorio comunale del primo impianto di videosorveglianza va in questa direzione e continuiamo, investendo anche risorse di bilancio ed accogliendo un finanziamento già assegnato al nostro Comune, nel suo potenziamento. Come Amministrazione Comunale, supportiamo ogni iniziativa che Ragazze e Ragazzi dell’associazionismo conducono per rinforzare coscienza e conoscenza di temi sensibilissimi come quelli della Legalità e dell’Antimafia, della Condivisione: partecipiamo alla loro crescita, non da oggi consapevoli della necessità di costruire una Comunità sociale, partecipata e rispettosa del confronto – continua la nota.  Parlare di violenza in questa terra è argomento fin troppo serio, ed occorre non confondere l’assolutamente deprecabile vandalismo (che condanniamo senza se e senza ma) con il ben più grave costume dell’intimidazione, che non appartiene, e non apparterrà mai, alla Comunità soveritana. Confondere le due cose è ingeneroso verso una Cittadinanza che respinge, con forza e grazie all’onesto lavoro dei suoi Cittadini, i fenomeni che aggressivamente attanagliano questa Calabria. Quindi, non possiamo esimerci dal condannare l’articolo apparso sui social e sulla stampa, per il tono di certe affermazioni, evidentemente pubblicate senza approfondire i fatti oppure suggerite da chi non vive compiutamente la socialità soveritana, pronta a denigrare la nostra collettività disinteressandosi del danno d’immagine verso la Comunità tutta, nel dipingere Soveria per ciò che assolutamente non è: Soveria non è terra di violenti”.

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