Rissa a Lido, nessuna faida tra bande, ma scoppia il problema dell’alcol venduto a minori

Mentre la polizia indaga per individuare i responsabili dell’ennesimo episodio violento, la non gestione del territorio si presenta in tutta la sua drammaticità

Saranno le indagini della Polizia di Stato e le successive determinazioni dell’autorità giudiziaria a chiarire i contorni dell’ennesima notte di violenza nel quartiere marinaro ed individuare i responsabili.
Ma qualche ora dopo e’ già possibile avere un minimo di certezza su ciò che è stato e che non dovrebbe essere. Quello trascorso era il primo sabato dopo la fine della scuola, nel quartiere marinaro schiere di giovanissimi hanno affollato le vie limitrofe ai locali.

Una situazione già di per se’ non governata all’origine, poiché nel giro di pochissimi metri è stata consentita una concentrazione di locali superiore a quanto, almeno il buon senso se proprio non si vuole arrivare a parlare di strategia e visione, consiglierebbe.
A ciò si aggiunge l’altro elemento, che è stato forse quello scatenante rispetto ai fatti della scorsa notte, e non solo.

Molti locali vendono alcolici e cocktail a bassissimo costo proprio ai minorenni.
È vero anche che bevande alcoliche sono facilmente reperibili nei distributori automatici o nei supermercati dove nessuno controlla l’età degli acquirenti o la successiva destinazione.
Nessuna faida, non questa volta, tra bande di stranieri e rom dunque, come era stato in precedenti occasioni, ma alla base, un mancato controllo preventivo su alcune attività. Controllo che non può essere fatto o delegato alle forze dell’ordine il cui compito è il controllo quotidiano del territorio e l’intervento in caso di repressione di episodi prima che arrivi ad estreme conseguenze.
La decisione sulle licenze da concedere, sul controllo delle attività a seguito di segnalazioni, ma anche sul disagio non gestito di alcuni giovani, e quant’altro, sono decisioni sociali e politiche che non possono essere delegate ad altre istituzioni che non siano preposte a prevenire e risolvere.
È questo è compito di una politica che voglia governare e di quella che, pur non governando, è chiamata ad un compito di controllo.
Non può e non deve essere un solo problema di polizia, almeno non in uno Stato di diritto.