Rissa quartiere Lido: individuate e denunciate 4 persone

Il Questore ha emesso due provvedimenti di avviso orale

Era accaduto tutto intorno alle 23 di sabato sera. Gli equipaggi della squadra Volante  della questura di Catanzaro agli ordini del vicequestore Giacomo Cimarrusti,  erano intervenuti nella zona di Catanzaro Lido, in un’area caratterizzata dalla presenza di numerosi locali pubblici, ove era stata segnalata una rissa nei pressi di un bar sito in via Amalfi. (LEGGI LA NOTIZIA)

La ricostruzione di quanto avvenuto, ha consentito al personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catanzaro di individuare e denunciare all’Autorità Giudiziaria perché ritenuti responsabili del reato di rissa quattro soggetti .

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Il Questore di Catanzaro Maurizio Agricola valutando la sussistenza a carico di due di essi, di fondati motivi per ritenere che siano abitualmente dediti alla commissione di reati che mettono in pericolo la sicurezza o la tranquillità pubblica ha emesso due provvedimenti di avviso orale nei confronti di I.S. classe 1971 e di M.B. classe 2003.
Ulteriori attività investigative sono in corso.

Fin qui la cronaca degli ulteriori sviluppi all’indomani dell’episodio resi noti dalla Questura.

Ciò che testimoni raccontano è che purtroppo risulta abbastanza usuale il fatto che in diversi locali del quartiere marinaro si serva, a prezzi ridottissimi, alcol a minorenni, uno dei quali protagonista dei fatti accaduti sabato sera. (LEGGI LA NOTIZIA)

Ecco perchè, se la risposta delle forze dell’ordine, in fase di repressione dei fenomeni, con l’individuazione dei responsabili, risulta immediata, lo stesso pare non potersi dire per ciò che concerne gli ulteriori controlli che spetterebbero ad altre istituzioni e che sarebbero utili per scongiurare e prevenire la latente violenza che si insinua nella movida catanzarese del quartiere marinaro.

E questo non a scopo punitivo contro chi non si attiene alle regole, ma ancor di più a scopo preventivo e di tutela anche degli esercenti che chiedono solo di poter lavorare in tranquillità.

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