Giornata mondiale contro le dipendenze al Centro Calabrese di Solidarietà foto

Nel corso della manifestazione si è svolta la cerimonia delle Graduazioni

In occasione della Giornata mondiale contro le dipendenze, lunedì 27 giugno il Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro ha organizzato una manifestazione, durante la quale si è svolta la Cerimonia delle Graduazioni. L’ultima graduazione risale al 2019, a causa della  pandemia da Covid19. Nella sede di Villa Emilia – struttura che opera con lo scopo di assicurare trattamenti residenziali mirati al recupero personale e al reinserimento – le testimonianze dei quattro ragazzi che hanno scelto di raccontare davanti a ospiti, familiari, volontari e operatori del CCS come hanno ricominciato a “correre verso la vita”.

Generico giugno 2022

Hanno lottato contro la dipendenza da droga, da alcol e da gioco d’azzardo, quello li accomuna è la voglia di recuperare il rapporto con i propri affetti, tornando ad essere uomini che camminano a testa alta nella società, senza temere le fragilità e le debolezze. La “molla” che ha fatto scattare l’ingresso al CCS è il sorriso di una figlia, il calore di una moglie, l’amore per i genitori. Percorsi più o meno lunghi, una media di due anni, qualcuno accidentato da qualche ricaduta ma che si concludono per tutti e quattro con lo stesso intento che diventa esigenza: rimanere nell’orbita di questa comunità che è diventata casa e famiglia, da volontari. Per essere testimonianza vivente che le catene della dipendenza possono essere spezzate.

Erano presenti, oltre agli ospiti delle comunità e agli operatori, anche le famiglie, l’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace e i tanti amici del Centro.

Mons. Maniago, nel suo breve intervento, ha sottolineato che in occasioni come questa preferisce ascoltare anziché parlare, perché sicuramente i ragazzi che hanno concluso questo percorso sono di esempio a tutti, e ciascuno di noi, come loro, deve puntare a cambiare e a migliorarsi sempre.

Dopo la graduazione, momento in cui si corona la fine del percorso terapeutico dopo un periodo di osservazione e verifica dello stile di vita del ragazzo che ha terminato il programma, gli ospiti delle comunità di “Villa Samuele” e di “Villa Emilia” hanno offerto ai partecipanti alla serata uno spettacolo per presentare le loro riflessioni.

I ragazzi di “Villa Samuele” hanno presentato la lettura di una favola dal contenuto e dal titolo particolarmente significativo: “Il Mondo Ti Aspetta”. Più che una storia, è stato un insieme di frasi per esortare ad avere fiducia nelle proprie capacità, ad essere se stessi, a non avere paura di fallire e, soprattutto, a prendere coscienza del proprio valore, per incoraggiare ad andare avanti, sempre e comunque, perché ogni vita merita di essere vissuta tutta nella sua pienezza.

I ragazzi di “Villa Emilia”, invece, hanno presentato un racconto da loro composto, dal titolo: “La relazione che cura”, partendo dalle loro riflessioni su ciò che significa la relazione che cura. I ragazzi hanno sottolineato che la comunità è un luogo di riflessione dove si impara a conoscere se stessi e il proprio vissuto, dove si vive insieme, si rispettano i bisogni di ciascuno e ci si aiuta l’uno con l’altro.

“Questo è un momento per ritrovarsi, – ha affermato la presidente del Centro calabrese di solidarietà di Catanzaro Isolina Mantelli – ma anche per festeggiare i ragazzi che hanno terminato il programma. Il male produce delle forme di uguaglianza e allo stesso tempo di appiattimento della realtà. Lentamente quando il male viene sostituito dal bene, all’improvviso le persone ritrovano la propria unicità. Celebriamo oggi la loro rinascita. Combattiamo battaglie inenarrabili per continuare a sopravvivere per dare a questi ragazzi il senso della vita. Abbiamo vissuto attimi intensi e ci gratifica il fatto che vogliano collaborare con il centro ora che hanno terminato il loro percorso. Affianchiamo uomini e donne in difficoltà che riescono poi ad essere oblativi nei confronti del mondo. Servirebbe maggiore attenzione dal parte della Regione Calabria alle politiche sociali e alla povertà educativa che spesso è la causa delle dipendenze”.

“Qui si lavora sull’umanità, – ha dichiarato l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace Claudio Maniago – mi sento a casa. Questi giovani che hanno concluso il programma hanno buone prospettive, vogliono rimettersi in gioco e questo è molto bello. Sono esempi per tutti. Ci dicono che vale la pena stringere i denti e affrontare le difficoltà, non smarrirsi, ma credere nel proprio potenziale. Avere attenzioni nei confronti degli ultimi, pensando a loro in modo inclusivo, abilita ad aver cura dell’intera comunità. Questo è un punto di partenza per una società equa e solidale”.

Al termine delle testimonianze, gli ospiti delle comunità di “Villa Samuele” e di “Villa Emilia” hanno offerto ai partecipanti alla serata uno spettacolo per presentare le loro riflessioni. La serata si è conclusa con un momento di agape e un concerto live.

La cerimonia delle graduazioni al Centro Calabrese di Solidarietà – YouTube