Reinserimento sociale: progetto del Centro Calabrese di Solidarietà FA.S.I., finanziato da Fondazione Banco di Napoli

Interessa principalmente agli ospiti del reinserimento sociale per accompagnarli nella fase di transizione, con l’obiettivo di rafforzare le capacità personali e le attitudini lavorative dei ragazzi

 Dare una seconda occasione, di quelle che capitano e vanno afferrate con gratitudine per ricominciare a vivere “nella luce”, dopo il buio e le brutte cadute sul percorso accidentato della vita. E’ questo l’obiettivo del Centro Calabrese di solidarietà che nei giorni scorsi ha avviato il progetto FA.S.I. finanziato dalla Fondazione Banco di Napoli – a cui la presidente Isolina Mantelli e il direttivo tutto rivolgono un sentito ringraziamento per la sensibilità – interessa principalmente agli ospiti del reinserimento sociale per accompagnarli in questa delicata fase di transizione, con l’obiettivo di rafforzare le capacità personali e le attitudini lavorative dei ragazzi.

II progetto, funge da accompagnamento nella delicata fase di transizione dell’utente, l’unità abitativa, infatti, costituisce un luogo di transito protetto dalla comunità al complesso mondo esterno, strutturando percorsi individualizzati e “protetti” che partendo dall’analisi del bisogno, offrano opportunità utili ad un percorso di inclusione sociale completo.

“Villa Wanda”, un bene confiscato alla criminalità organizzata, e affidato dal Comune di Catanzaro al Centro Calabrese di Solidarietà diventa la casa per chi ha vinto la lotta contro le dipendenze da alcol e droga, ed è pronto a rimettersi in cammino con la forza di chi ha conosciuto l’amore e la fiducia.

“II Progetto FA.S.I. vuole rendere possibile la graduale acquisizione di abilità di self- management e di empowerment personale, quali indispensabili fattori protettivi, e, accompagnare gli utenti nell’individuazione e verifica delle loro personali capacità e attitudini lavorative, da incrociare proficuamente con la ricerca e valutazione dell’offerta lavorativa sul territorio – spiegano i responsabili del progetto del Centro Calabrese di solidarietà – II progetto agisce in una cornice sociale ulteriormente gravata dagli effetti devastanti della pandemia da COVID-19, che ha provocato un abbassamento generaLe del livello delle condizioni di vita, con speciale riferimento alle categorie svantaggiate”.

Gli indicatori sociali relativi alla Regione Calabria, infatti, permangono tra i più critici in Italia ed  evidenziano alcune problematiche strutturali quali: un alto tasso di povertà e deprivazione materiale e un rilevante numero di gruppi in stato di disagio sociale con notevoli difficoltà di accesso ai servizi di cittadinanza; una bassa organizzazione strutturale dei servizi pubblici che pregiudica un’efficace attuazione della strategia di inclusione sociale attiva; un modesto livello di innovazione, collaborazione e rete tra le realtà del privato-sociale; un basso grado di partecipazione civica e un insufficiente utilizzo di strumenti di innovazione sociale.

“Abbiamo deciso di coinvolgere, come partecipanti ai laboratori, tutti gli ospiti delle strutture terapeutiche del CCS: Villa Samuele, Comunità Terapeutica Villa Emilia e Mondo Rosa, nonché i volontari e tutti i ragazzi che frequentano la  Prevenzione – spiegano ancora i referenti del CCS -. Sono tre i laboratori previsti dal progetto si realizzeranno a partire da settembre nella sede del Centro Studi e Formazione professionale: informatica di base; gestione del bilancio “familiare”; accompagnamento al lavoro. E con questo progetto puntiamo a migliorare il livello del benessere e la qualità della vita delle persone e della coesione all’interno della comunità”.