Sedicente Stato di San Giorgio, il ruolo dell’ex generale della Gdf e dell’ex carabiniere. La prima sede in un noto hotel del quartiere marinaro

Nell'ordinanza del Gip la ricostruzione dell'attività truffaldina degli appartenenti all'organizzazione.

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“Esistenza  di un apparato organizzativo apparentemente simile, per forma e struttura, a quella degli Stati sovrani, caratterizzato da presunte istituzioni governative, simboli ufficiali e cittadini. Emissione, in apparenza, di strumenti nazionali formali come francobolli, passaporti, titoli di studio, documenti di identità, partite iva, onorificenze, titoli nobiliari. Pretesa di esercitare prerogative sovrane rise1vate esclusivamente alle nazioni autonome riconosciute a livello internazionale, quali l’immunità diplomatica, l’extra – territorialità, il potere di assoggettamento a tassazione i propri cittadini con esenzione dall’imposizione da parte degli altri Stati, la costituzione dì organismi cli vigilanza e di pubblica sicurezza e financo l’attuazione di un sedicente organo di intellgence governativa”.

Sono questi i primi motivi che hanno indotto il Gip  del tribunale ordinario di Catanzaro, Matteo Ferrante, ad accogliere le richieste della Procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, e quindi firmare un’ordinanza con ben 30 misure cautelari di vario genere a carico di altrettanti soggetti, indagati nell’operazione condotta dagli uomini della Digos, agli ordini del vice questore aggiunto Antonio Caliò, della Questura di Catanzaro guidata da Maurizio Agricola.

Stato Teocratico Antartico di San Giorgio, gli arrestati (NOMI)

Sempre secondo Ferrante, epurata dalla sua eccentricità, la vicenda, nei suoi elementi essenziali, consente di delineare i contorni di una condotta truffaldina.

Infatti, tale condotta menzognera deve essere apprezzata anche perché puntellata da una serie di artifizi idonei ad accreditare l’esistenza ed il giuridico riconoscimento internazionale dello Stato Teocratico di San Giorgio. Secondo il giudice Ferrante,  l’attività di indagine esperita ha confermato che una serie di soggetti si sono auto – proclamati cittadini e governanti di un sedicente “Stato Teocratico Antartico di San Giorgio” e, in tale veste, stanno tutt’ora effettuando una massiva campagna di proselitismo nei confronti di  un numero notevole di persone che hanno aderito a tale progetto, pagando un corrispettivo in misura variabile per l’acquisto della cittadinanza e cli alcuni documenti connessi allo status di cittadino sangiorgese.

Il fenomeno, anche per l’assonanza nominalistica, scimmiotta le piccole franche teocratiche di confine, microstati di origine medievale (emblematico il caso dell’Andorra, tutt’ora esistente), ma per le sue caratteristiche e modalità di diffusione è senz’altro assimilabile alla c.d. “micronazione”, dilagata a partire dagli anni’70, il cui caso più noto è senz’altro costituito Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose.

Truffa Stato Teocratico Antartico, venduti terreni e titoli: ‘Adesione comportava esenzione da pagamento imposte’

In questa  vicenda, infatti, un esiguo numero di soggetti ha avanzato la pretesa di essere considerato come nazione o stato indipendente, senza, tuttavia, avere il riconoscimento degli altri organismi sovrani di diritto internazionale.

 

Tra gli indagati l’ex generale della Gdf, un ex Carabiniere

Tra di loro Mario Farnesi, pluripregiudicato per reati minori, ex generale della guardia di finanza oramai in pensione, sedicente principe, è risultato il fondatore dello stato teocratico di cui ha assunto la qualifica di capo sino alla sua fuoriuscita, Emanuele Frasca Emanuele che è risultato essere al vertice della cellula criminale dell’organizzazione radicata aCatanzaro, e risulta referente dell’associazione sul territorio de qua, organizzandone le attività ed il proselitismo in qualità di Segretario di Stato all’Interno e senatore del sedicente stato di San Giorgio, ex carabiniere in pensione  In tale qualità, peraltro, interviene durante la perquisizione dell’aprile 2021, qualificandosi come ministro degli interni dello Stato, dichiarando l’extraterritorialità della zona e provocando il ritardo nel compimento dell’atto d’ufficio da parte dei poliziotti. L’iniziale sede del sedicente Stato era stata stabilita in un noto hotel del quartiere marinaro

Nonostante il carattere obiettivamente parodistico, se non addirittura farsesco, di tale preteso progetto statuale, eccentrico sin dal nome (l’oramai anacronistico stato teocratico) e dalla collocazione territoriale (I’ Antartide, ove, per ovvie ragioni, nessuno dei pretesi membri del sedicente stato si è mai recato), è bene precisare esso risulta dotato di alcune precise caratteristiche.

Quindi, per quanto assurdo ciò possa sembrare, si è al cospetto di un’apparente veste formale di comunità politica, seppur macroscopicamente grossolana, nonostante la pretesa di sovranità rivesta carattere assolutamente fittizio.

Risulta, quindi, acclarata l’esistenza di un’organizzazione stabile, dotata di uomini e mezzi, gerarchicamente ordinata secondo ruoli e compiti prestabiliti, che sta portando avanti un progetto espansionistico funzionale alla crescita ed al rafforzamento dell’associazione stessa e delle sue dinamiche operative.

Il Gip: La vicenda si pone al confine tra il penalmente rilevante ed il ridicolo

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’associazione in questione sarebbe dedita serialmente alla commissione di truffe, perpetrate attraverso la sedicente appartenenza dei propri membri al fantomatico Stato estero della Repubblica Teocratica del Sovrano Stato di San Giorgio, ed  in particolare mediante la spendita all’esterno di ruoli istituzionali (Sovrano, Senatori, Ministri, Capo dei Servizi Segreti, personale diplomatico ecc.) e la produzione di falsi documenti di identità anche validi per l’espatrio apparentemente riconducibili a detto Stato.

L’associazione secondo la tesi della Procura, sarebbe preordinata alla commissione di un numero indeterminato di reati di truffa, fabbricazione di documenti falsi e di riciclaggio di proventi di tale attività delittuosa. Appare evidente – continua ancora il Gip –  come la vicenda si ponga al confine tra il penalmente rilevante ed il ridicolo, tra l’impostura artefatta idonea ad  integrare, a determinate condizioni, gli estremi cli una condotta latu sensu truffaldina ed il mero abuso di credulità popolare, manifestazione di grottesca

La promessa di una tassazione agevolata,  assunzioni nel fantomatico Stato e possibilità di esercitare per i  medici No Vax

Per come incontrovertibilmente emerso dall’attività di indagine, le condotte degli indagati, o quantomeno da alcuni di essi, hanno ben trasmodato il semplice tentativo di realizzare una micronazione di natura eccentrica, geograficamente minima, e politicamente effimera. Ed, infatti, pur nell’assoluta consapevolezza della totale non veridicità delle loro affermazioni, essi hanno falsamente prospettato, in cambio l’acquisto della cittadinanza da parte dei soggetti interessati, la possibilità di poter conseguire diversi benefici in realtà in alcun modo ottenibili, tra cui: una tassazione agevolata con imposta al 5 % con contestuale esonero dall’imposizione in Italia; la possibile esenzione dall’LV.A. per gli acquisti effettuati dalle imprese aderenti; iscrizione al PRA di diversi autoveicoli a carico dello stato di San Giorgio, per evitare azioni esecutive; la possibilità di creare criptovaluta utilizzando lo stato di San Giorgio; la possibilità di ottenere titoli di studio e abilitazioni per poter esercitare determinate professioni in Italia.

È evidente che nessuno dei benefici economici o giuridici promessi agli ignari aderenti poteva davvero essere conseguito attraverso l’adesione allo pseudo stato sangiorgese.

Si tratta di un’ovvietà, poiché tale pseudo – stato non può in alcun modo interferire con l’esercizio della sovranità statuale all’interno del territorio italiano.

Di ciò, peraltro, gli indagati erano assolutamente consapevoli, donde l’esistenza di un doloso mendacio. Ad onta dell’affermazione contenuta nello statuto del sedicente stato antartico, secondo cui i cittadini aderenti a tale ente restavano soggetti alla sovranità dello Stato di appartenenza, i membri dell’associazione hanno sistematicamente propagandato la possibilità di ottenere, dietro l’acquisto oneroso della cittadinanza sangiorgese vantaggi e prerogative giuridicamente non consentite nell’ordinamento italiano.

La circostanza è emersa sistematicamente nel corso dell’attività di intercettazione e dalle testimonianze rese dai numerosi soggetti raggirati, a cui veniva prospettato,  la possibilità di essere assunti alle dipendenze dello stato sangiorgese, oppure di fruire di una tassazione fiscale agevolata, di utilizzare i documenti dello Stato per circolare liberamente in tutto il mondo, di usufruire di mutualità di vario tipo, di proteggere i beni da eventuali azioni esecutive dello Stato italiano, di ottenere finanziamenti di vario genere, di eludere l’obbligo vaccinale dello Stato italiano e di esercitare liberamente la professione di medico sul territorio italiano ancorché sospeso o radiato dall’Ordine dei  Medici.

Nella sostanza un numero considerevole di persone si sono determinate ad aderire al sedicente stato teocratico, pagando il relativo corrispettivo, proprio perché tratte in inganno dalla possibilità di ottenere vantaggi e utilità diverse ed ulteriori da quelle riconosciute dall’ordinamento statuale italiano.

Si tratta di una condotta diversa ed ulteriore dalla semplice e alquanto fantasiosa creazione di un preteso organismo statale.

Truffa Stato Teocratico Antartico, venduti terreni e titoli: ‘Adesione comportava esenzione da pagamento imposte’

La tesi del Pm

Osserva il pubblico ministero che “in cambio delle più disparate promesse di benefici economici, un numero obiettivamente impressionante di soggetti (circa 700 persone accertate al momento), sono stati indotti ad acquistare la cittadinanza del sedicente Stato antartico, versando contributi con importi variabili dai 200 euro alte migliaia di euro (in due casi è stata accertata la vendita di terreni in Antartide, con annessi titoli nobiliari, per importi superiori ai 1000,00 euro) proprio perché ammaliati dai possibili vantaggi connessi allo status di cittadini sangiorgesi; vantaggi che hanno costituito, per stessa ammissione degli acquirenti, la molla che li ha spinti ad acquistare le cittadinanze.

La sistematica attività di proselitismo per l’acquisto delle cittadinanze, posta in essere su tutto il territorio nazionale italiano, come meglio si evidenzierà in sev1ito, è stata accompagnata dalla prospettazione di vantaggi inesistenti a volte anche illeciti, quali esenzioni fiscali ed immunità extra territoriale (quest’ultima offerta anche al popolo NO Vax in questo particolare momento di pandemia) da possibili azioni esecutive poste in essere dallo Stato Italiano, possibilità di libera circolazione con i documenti “antartici” in ambito internazionale, oltre che) molto più semplicemente, possibilità di ottenere lavoro”

Acclarata l’esistenza di un consapevole mendacio – per come si è visto, alla luce del chiaro tenore dello statuto sottoscritto dagli indagati, non residuano margini di dubbio sulla loro consapevolezza di dichiarare il falso agli ignari aspiranti cittadini sangiorgesi – resta da capire se tale menzogna sia idonea ad assumere quella capacità decettiva necessaria per integrare gli estremi della truffa.

Il problema, tutt’altro che teorico, in concreto si pone perché, , la condotta menzognera appare a tal punto grossolana da porre seri problemi circa la sua idoneità ex ante ad esercitare erga omnes una apprezzabile funzione decettiva e, consequenzialmente, a trarre in inganno e realizzare, quindi, la frode cui la menzogna era preordinata.

Non di meno, per quanto ciò possa apparire paradossale, resta il fatto che una fotta non trascurabile delle persone interessate dalla campagna per l’acquisto della cittadinanza vi hanno aderito nella convinzione di poter conseguire i benefici promessi.

Peraltro, nella larga maggioranza dei casi si è trattato di persone tutt’altro che carenti di istruzione, di cultura o di intelligenza, come tali più facilmente circuibili

Gli indagati sapevano della truffa

Gli indagati, quindi, pur nella piena consapevolezza, per come da loro stessi affermato, di non poter costituire situazioni giuridiche in contrasto con l’ordinamento italiano, hanno falsamente prospettato ad una platea indeterminata di soggetti l’esatto contrario, ossia la possibilità cli ottenere “vantaggi facili” quali esenzioni fiscali e titoli abilitativi di vario titolo a loro dire validi all’interno del territorio dello Stato italiano.

Tra tali millanterie vi era anche la prospettazione di una pretesa immunità diplomatica riconosciuta in favore degli organi apicali dello Stato sangiorgese e la pretesa inviolabilità delle fantomatiche sedi diplomatiche ubicate all’interno del territorio italiano. I documenti sequestrati sono frutto di un’attività illecita di contraffazione che, per quanto sofisticata, sconta il limite di riportare quale stato emittente l’inesistente “Stato teocratico antartico di San Giorgio”. Essi sono, dunque, frutto di fantasia ed oggetto di un’attività di contraffazione a dir poco bizzarra se non addirittura surreale.

Come rilevato dal pubblico ministero, risponde senz’altro al vero che la condotta falsificatrice può essere realizzata anche mediante contraffazione di un documento apparentemente rilasciato da uno Stato estero ma corrispondente a quello genuino rilasciabile dallo  Stato. Ma la particolarità che contrassegna la presente vicenda è che i documenti in questione non sono stati nominalmente emessi da uno Stato diverso da quello Italiano bensì da uno stato totalmente inesistente.

Truffa, riciclaggio e documenti falsi, decine di arresti

I proventi dell’attività illecita

Si è visto che, mediante la sistematica cessione dietro corrispettivo di cittadinanze inesistenti e documenti contraffatti l’associazione ha incamerato introiti considerevoli.

I numeri, ancora una volta, sono alquanto eloquenti: se si considera che, in base all’elenco rinvenuto nella disponibilità di uno degli indagati, oltre 700 persone hanno aderito al sedicente stato antartico, pagando il relativo corrispettivo – oscillante tra i 300 e i 1.000 euro – ecco che i profitti delle truffe risultano tutt’altro che trascurabili.

L’esistenza di tali ingenti profitti è stata riscontrata dalle numerose persone sentite come testimoni che hanno tutte confermato di aver aderito al sedicente stato soprattutto per acquistare falsi documenti di identità, pagando importi in misura variabile tra le 300 ed i 1.000 euro.

La veridicità di tale affermazione trova riscontro nell’esame parziale dei conti correnti riconducibili al sedicente stato teocratico, la quale, sebbene parziale in ragione dellasso di tempo, ha evidenziato movimentazioni di denaro per oltre 400.000 euro, a cui devono aggiungersi i numerosi importi versati in contanti dalle ignare vittime, stimati in circa 30.000 euro.

Tali ingenti profitti hanno subìto una serie di trasferimenti al fine di ostacolarne l’identificazione della provenienza delittuosa.

Una prima modalità di trasferimento del denaro, quantitativamente la più utilizzata oltre ai versamenti in contante, è il versamento delle somme oggetto di illecita apprensione mediante cooperazione artificiosa della vittima, sul conto intestato all’Istituto Superiore Di Diritto Nobiliare. L’entità, di un ente creato strumentalmente da uno degli indagati al fine di vendere dei titoli nobiliari. Peraltro, il conto corrente del sedicente istituto è stato artatamente intestato ad un prestanome in modo da eludere l’effettiva riconducibilità all’indagato.

Ebbene, dall’esame della documentazione, infatti, si è accertato che dall’anno 2011, in cui si colloca la fondazione del sedicente stato teocratico, al 2021 è transitata sul conto dell’Istituto Superiore di Diritto Nobiliare la somma di circa 360.763,79 euro..

Numerosissimi bonifici pervenuti sul conto corrente oggetto in questione riportano la causale “Contributo volontario” o “Contributo volontario e acquisto documenti” per importi variabili, molti dei quali di euro 250 o multipli di esso, importi evidentemente legati all’acquisto di cittadinanze o documenti per lo stato di San Giorgio.

Il denaro, una volta transitato sul conto corrente fittiziamente intestato ad un ente terzo, veniva redistribuito in parte tra gli indagati.

Sempre dall’analisi del conto dell’istituto superiore di diritto nobiliare sono emersi diversi flussi cli denaro provenienti da un conto corrente maltese su cui fino al 2019 venivano versati i proventi delle truffe.

Il medesimo modus operandi è stato censito con riferimento a dei conti correnti nominalmente intestati al sedicente stato teocratico grazie ai codici fiscali abusivamente carpiti all’agenzia delle entrate abruzzese: detti conti fungevano da punto cli prima raccolta del denaro versato dalle vittime delle truffe per poi transitare, ancora una volta, sul conto dell’istituto di diritto nobiliare gestito da uno degli indagati  ma nominalmente intestato a terzi.

Appare, quindi, acclarato che i proventi illeciti raccolti attraverso le perpetrate truffe e la vendita di documenti contraffatti, dopo essere stati inizialmente versati in conti correnti intestati o comunque agevolmente riconducibili al sedicente stato teocratico, venivano fatti convogliare presso l’istituto di diritto nobiliare, su di un conto artatamente intestato ad un prestanome, e da lì ripartiti tra i singoli associati.

Ciò vale certamente a ritenere provato che l’associazione abbia allestito un articolato sistema di riciclaggio per ostacolare l’identificazione della provenienza illecita dei proventi realizzati attraverso le condotte di truffa e cli falso perpetrate in esecuzione del programma delinquenziale.

 

 

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