Formazione e informazione nel dibattito promosso da Astarte e dal sindacato di Polizia FSP
Il sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro: “Serve la legislazione ma serve sopratutto una rivoluzione culturale
Più informazioni su
Formazione e informazione. È questo l’obiettivo con cui è stato organizzato il dibattito “Il percorso rosa, l’evoluzione legislativa: strategie di contrasto e prevenzione della violenza di genere” promosso da Astarte e dal sindacato di Polizia FSP.

I lavori, moderato dal vice presidente della sigla sindacale, Franco Maccari, sono stati aperti dal questore Paolo Sirna: “Tutti devono la propria parte: dalla scuola alla famiglia, alla Chiesa, passando per le associazioni sino alle Forze dell’Ordine”. Dal caso di Elisa Claps alla tragica sorte di Giulia Cecchettin.
Da una telefonata al 113 di una donna che prenotava la pizza, la polizia ha capito che la donna fosse in pericolo: di questo approccio e di questa sensibilità ha parlato Rocco Morelli, segretario generale provinciale FSP, Rocco Morelli, seguito da un altro rappresentante della sigla sindacale, Antonio Arcuri.
La promotrice dell’iniziativa, Maria Grazia Muri – presidente dell’associazione Astarte – è entrata nel vivo delle testimonianze, partendo proprio dalla sua. “Ho subito violenza tanti anni fa. L’ultima volta fu il giorno del compleanno di mia figlia nel 2006.
Intervenne la polizia e i poliziotti mi invitarono ad andare al Pronto Soccorso e poi andare in questura. Andai in ospedale con mia figlia. Poi denunciai; il mio ex compagno venne arrestato e io di quei momenti ricordo le parole dei poliziotti, la loro vicinanza”.
La commozione in sala è tanta e aumenta quando prende la parola Elisabeth Rosanò, il suo è il racconto della mamma uccisa dal papà a pochi passi da lei e dai suoi fratelli. L’odissea della giovane donna di Girifalco è segnata da anni trascorsi all’ orfanotrofio fino all’arrivo dei genitori adottivi.
La rinascita e il lungo percorso di riabilitazione fino al monito che Elisabeth rivolge alle mamme: “Insegnate ai vostri figli, fin da piccoli, la cultura del rispetto per le donne”.
I lavori sono, quindi, proseguiti con l’intervento dell’assessore alle Politiche Sociali, Giusy Pino, la psicologa dell’associazione Astarte, Vittoria Froiio e l’assistente sociale Veruska Pingitore che ha fornito alle presenti un questionario per dire, insieme, “Mai più”.
Subito dopo è stato proiettato il video realizzato dalle studentesse dell’istituto De Nobili; tra loro anche Martina la figlia del segretario generale provinciale FSP, Rocco Morelli, prematuramente scomparsa la scorsa settimana estate.
Fabio Natangelo ha spiegato, poi, ciò che succede quando suona il telefono del numero d’emergenza. Unanime il voto del Senato sul decreto legge sul femminicidio: inizia da questo l’intervento del sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro: “Serve la legislazione ma serve sopratutto una rivoluzione culturale. Non sono d’accordo sulla tesi del patriarcato perché credo che ci sono tantissimi uomini che rispettano le donne.
La legge non basta. Sono per la pena certa, non soltanto sul femminicidio. Nel decreto sono state aggiunte somme importanti per i Centri anti violenza”. Tanti, molti gli spunti di riflessione su cui gli esperti si sono confrontanti in un dibattito a più voci di formazione e informazione.





