“Fidarsi è bene. Conoscere è meglio”. Parte la campagna contro le truffe agli anziani

Gestita da Ra.Gi. Onlus, presentata dal Comune e dal Prefetto di Catanzaro

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Castrese De Rosa, il prefetto, racconta quanto gli hanno riferito i carabinieri dell’ennesima truffa ad anziani prepreparata in un Comune dell’hinterland catanzarese, dove i “ soliti malintenzionati” sono riusciti a farsi accompagnare in una seconda casa dove le vittime tenevano qualche gioiello da parte, disposte a cederli brevi manu pur di andare incontro alle supposte (e inventate) necessità del loro figliolo vittima immaginaria di un incidente grave, ma “risolvibile” previa consegna di liquidità o, come nel caso, preziosi.

Le vittime di truffa e di raggiri, sia diretti porta a porta, sia telefonici o informatici, aumentano vertiginosamente, e ci sarebbe da non crederci visto che di questa particolare specializzazione criminale sono piene le cronache.

Per cui, ben venga l’ulteriore campagna di sensibilizzazione oggi presentata alla stampa in Sala Concerti del municipio di Catanzaro, su fondi ministeriali provenienti dal Fondo unico giustizia. Sono 26mila euro che Ra.Gi. Onlus, aggiudicataria del bando, impiegherà in diverse iniziative, sia formative e che informative, che nell’insieme fanno il progetto “Fidarsi è bene. Conoscere è meglio”, perente stretto di uno analogo, sempre gestito da Ra.Gi. che si intitolava “Io non ci casco”, che alcuni anni fa aveva contribuito ad arginare il fenomeno, riscuotendo, se così si può dire, un discreto successo, stante perlomeno le tre ristampe che gli opuscoli dell’epoca registrarono.

La sinergia tra Comune e Onlus, benedetta dalla Prefettura, si rinnova con il progetto che, avviato nella scorsa primavera con l’indizione della gara per individuare il necessario partner del Terzo settore, aggiudicato a giugno a Ra.Gi., dovrà trovare termine al 31 ottobre per la necessaria rendicontazione. Ma, come ha tenuto a sottolineare la presidente di Ra.Gi., Elena Sodano, l’intenzione è di non fermarsi alla data burocratica, ma di continuare nell’opera intrapresa, d’accordo con le diverse associazioni di volontariato che collaboreranno, due delle quali presenti in sala. L’importante è tenere alta a guardia. E non considerare il fenomeno, ha raccomandato l’assessore comunale alle politiche sociali, Nunzio Belcaro, come affrontabile solo con misure di sicurezza, pure necessarie e apprezzabili, assicurate dalle forze dell’ordine, anche loro impegnate, del resto, in una continua opera di prevenzione. C’è il problema della solitudine dell’anziano, della sua fragilità emotiva della sua improvvisazione tecnologica.

Tutti elementi che messi insieme favoriscono le azioni delittuose. Perciò l’intento è promuovere informazione e diffondere sensibilità, mezzi strumentali, supporti culturali e informativi che, insieme, aumentino consapevolezza e presenza di spirito. “Prima cosa – ha detto Amanda Gigliotti, psicologa Ra.Gi. e coordinatrice del progetto a mo’ di consiglio – fermarsi un attimo, chiedere un consiglio ai famigliari o ai caregiver”. Prendere tempo, insomma. E, successivamente, attivarsi con la denuncia, lasciando al passato la vergogna di essere stati oggetto di tentata truffa o vittima di una sua riuscita.

Fisicamente, il progetto prevede la stampa e la distribuzione capillare di materiale di informazione e di sensibilizzazione, attraverso sportelli itineranti e sportelli fissi sparsi per la Città, con il coinvolgimento di parrocchie, studi medici, farmacie. Inoltre sarà garantito uno sportello fisso anche nella sede del Centro diurno Ra.Gi. all’Umberto I°, con un’equipe multidisciplinare, composta dagli operatori sociali che saranno in grado di formare, dalla psicologa che darà supporto a chi ha già subito la truffa e vorrà fare la denuncia, con il conseguente supporto legale che potrà garantire il suo regolare decorso. Ma sarà dato spazio anche alle opportune amplificazioni social, non disdegnando un approccio creativo e documentaristico attraverso post e podcast, per rispondere alla considerevole fascia di over 60 che frequentano la rete e le sue applicazioni di richiamo.

Parallelamente – ha ricordato Lea Vadalà del Settore Politiche sociali del Comune di Catanzaro – è in corso di svolgimento il programma di SOS Caldo (numero verde 800151110) approntato per fornire supporto e assistenza nei mesi estivi allo stesso pubblico di riferimento. Gli over 65, fascia demografica in aumento ovunque, e figurarsi a Catanzaro, dove all’invecchiamento generale della popolazione si unisce il preoccupante trend centrifugo giovanile.

 

 

 

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