La rete di Catanzaro Solidale pone le “Famiglie al centro” della sua azione

Il disagio economico, sociale e formativo esplorato dal Tribunale dei diritti del minore e dalle associazioni. La tavola rotonda a Palazzo De Nobili

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Nella grafica, la Catanzaro Solidale è una margherita con i petali ciascuno firmato da un’associazione; nella realtà è una rete di volontari che giorno dopo giorno si dà da fare, nei quartieri e negli uffici, a sostenere le famiglie nella loro fragilità quotidiana, economica, educativa, socio culturale. A quarant’anni dalla sua istituzione, il Tribunale diritti difesa del minore di Catanzaro ha voluto dare sistematicità al loro lavoro, presentando dati, raccontando esperienze e fornendo indicazioni per lo sviluppo successivo delle attività. Risultato è il progetto “Catanzaro Solidale”, appunto, che, sviluppato nei mesi trascorsi, dopo la presentazione di questa mattina in Sala Concerti di Palazzo De Nobili, toccherà successive tappe in altre tavole rotonde pubbliche nei tre mesi a venire. 

Generico settembre 2025
Generico settembre 2025

“Con Catanzaro Solidale – ci dice Loredana Calascibetta di TDDM e responsabile del progetto – abbiamo cercato di riunire tutte le associazioni presenti sul territorio che si occupano di famiglie e dei minori in un’unica rete, che chiamiamo ‘Rete a sostegno del bambino fragile’. In particolare questa mattina abbiamo presentato il primo risultato della campagna: ‘Famiglie al Centro’. Abbiamo svolto prima un questionario chiedendo alle famiglie di descriverci le loro criticità e i loro bisogni. Poi abbiamo raccolto i dati dell’Osservatorio che noi gestiamo all’interno dell’Associazione. Li presentiamo a tutta la rete e alle istituzioni coinvolte. Avremmo voluto fossero presenti anche le famiglie, ma l’ostacolo della vergogna e il timore di essere esposti ha rallentato la loro partecipazione. In ogni modo il nostro auspicio è che da questi incontri possono svilupparsi iniziative in direzione di ciò che le famiglie chiedono: dei luoghi dove potersi incontrare per parlare liberamente delle loro problematiche, per esempio. Da parte nostra auspichiamo che si possa creare un’applicazione facilmente fruibile dalle famiglie dove presentare i servizi pubblici e privati presenti sul territorio, perché una delle cose che vengono lamentate spesso è la mancanza di informazione, il non conoscere quali sono i servizi disponibili”. Che, pur nelle difficoltà che nascono da croniche insufficienze finanziarie e politiche, esistono.

Generico settembre 2025

L’incontro di oggi, moderato da Eugenio Nisticò, è servito a questo: fornire un quadro anche narrativo dell’impegno delle associazioni e delle istituzioni che operano e collaborano, come l’Asp, l’Ufficio diocesano della Pastorale familiare, l’Azienda “Dulbecco”, il CSV Calabria Centro. Così, a salutare il convegno e fornire il loro contributo sono giunti tra gli altri il prefetto Castrese De Rosa, la professoressa Giusy Cosco dell’Università Magna Graecia, le funzionarie dell’Ufficio comunale delle Politiche sociali Sara Granato e Carmen Puleo, la responsabile del Plesso Corvo del Comprensivo “Casalinuovo” Elisabetta Stefanelli che ha riportato l’esperienza di coinvolgimento delle famiglie in un ambito difficile, nel quale la dispersione e l’abbandono scolastico sono il primo segno di un degrado sociale che va recuperato.

Per il Comune di Catanzaro è intervenuto l’assessore alle Politiche sociali Nunzio Belcaro. Oltre a rendere il dovuto riconoscimento al Settore comunale, da parte dell’assessore è venuto un quadro delle principali attività in essere sul fronte dell’attenuazione del disagio familiare, tra quelle recuperate in risposta ai bandi regionali e governativi. In primo luogo il contrasto alla dispersione scolastica primaria che fa riferimento al Comprensivo “Casalinuovo” e il progetto “Desteenazione” per la fascia adolescenziale che sarà svolto all’ex Scuola Carbone. Ci sono punte di bisogno che emergono ciclicamente. In estate, per esempio, l’accesso libero e gratuito al servizio di “SOS Caldo” dà conto della situazione esistenziale della solitudine tra gli anziani, in proporzioni forse inaspettate.

O, anche, all’inizio dell’anno scolastico, la coscienza dell’aumento dei numeri dei diversi disagi nell’apprendimento, negli spettri sempre più larghi resi possibili dall’affinamento delle diagnosi. La consapevolezza non basta, però, se ai crescenti bisogni non corrisponde un aumento dei flussi finanziari, nonostante l’impegno degli enti locali a farvi fronte – e Catanzaro lo fa triplicando il suo impegno economico – in un ambito in cui il contribuito governativo per disporre del personale specializzato nella comunicazione, è minoritario – 100 milioni su un fabbisogno di 700 – rispetto alle esigenze reali. 

L’appello di Belcaro, alla fine, è di non puntare sempre e solo il dito contro le inefficienze, o di fare di un singolo caso l’obiettivo primario dell’intervento pubblico, ma di trovare nella rete solidale lo strumento necessario a coinvolgere tutti coloro che ne necessitano.       

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