Crediti fiscali di Catanzaro Servizi, cinque indagati e perquisizioni in quattro regioni
La Procura ipotizza una truffa aggravata in concorso legata all’acquisto di crediti d’imposta ritenuti inesistenti. Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno interessato Calabria, Lazio, Piemonte e Campania
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Cinque persone risultano indagate nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Catanzaro sull’acquisto di crediti fiscali da parte di Catanzaro Servizi. Nelle scorse ore la Guardia di Finanza ha eseguito una serie di perquisizioni e notificato i primi avvisi di garanzia nell’ambito degli accertamenti riguardanti i crediti d’imposta, i relativi pagamenti e i controlli che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero mancati.
L’indagine è autonoma e distinta da quella sulle aste e sui fondi europei che nei giorni scorsi ha coinvolto presunti esponenti della criminalità organizzata, professionisti e imprenditori.
Secondo quanto si apprende, tra gli indagati figurano Gianluca Amedeo Silipo, già amministratore di Catanzaro Servizi; Emiliano Aloi, funzionario della società partecipata; e Maurizio Scerra, revisore legale all’epoca dei fatti.
Nei loro confronti la Procura ipotizza, a vario titolo, il reato di truffa aggravata in concorso in relazione all’acquisto di crediti d’imposta che gli inquirenti ritengono inesistenti.
Un’informazione di garanzia è stata notificata anche a Daniele Guerrisi, rappresentante legale della Dopago Srl, e ad Antonella Di Silvestro, indicata come intermediaria tra le due società.
Le perquisizioni effettuate dalle Fiamme gialle non si sono limitate al territorio catanzarese. Gli accertamenti hanno interessato anche uffici di aziende con sede nel Lazio, in Piemonte e in Campania che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero ceduto crediti alla partecipata del Comune di Catanzaro.
L’inchiesta si articolerebbe in diversi filoni e sarebbe concentrata sui soggetti che amministravano la società, su chi era chiamato a esercitare le funzioni di controllo e su coloro che avrebbero contribuito alla realizzazione delle operazioni. Gli approfondimenti potrebbero riguardare anche ulteriori rapporti e operazioni riconducibili alla complessa gestione della partecipata.
La vicenda era già emersa nel luglio del 2025, quando la Dopago e il suo amministratore Guerrisi erano intervenuti pubblicamente sulle presunte anomalie nelle compensazioni dei modelli F24 di Catanzaro Servizi.
La società aveva dichiarato di avere segnalato le irregolarità alla Guardia di Finanza e aveva auspicato un chiarimento sulla legittimità delle operazioni fiscali.
L’avviso di garanzia costituisce un atto posto a tutela del diritto di difesa e consente agli interessati di conoscere le contestazioni, depositare documenti e fornire la propria ricostruzione.
Le ipotesi formulate dalla Procura dovranno essere verificate nel corso dell’indagine e non rappresentano un accertamento di responsabilità. Per tutte le persone coinvolte resta ferma la presunzione di innocenza.




