La diocesi ha ricordato monsignor Antonio Cantisani

Nella Basilica dell’Immacolata la celebrazione presieduta da monsignor Claudio Maniago

Nella ricorrenza del primo anniversario della morte dell’Arcivescovo Emerito Antonio Cantisani, la chiesa diocesana di Catanzaro – Squillace ha ricordato la figura del compianto pastore con una celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Claudio Maniago.
Nella omelia, monsignor Maniago ha definito la Santa Messa di oggi “una celebrazione familiare non solo per la presenza dei congiunti, ma perché è una ricorrenza che riguarda la famiglia della nostra Diocesi, famiglia diocesana che il vescovo Antonio ha servito per lunghi anni. Potremmo dire davvero che ha dato la sua vita, l’ha spesa, si è consumato per questa Diocesi”.

Monsignor Maniago ha continuato ringraziando il Signore “perché ci ha dato un vescovo che per diversi anni è stato un testimone autorevole e efficace della Pasqua del Signore. Lo è stato con la sua fede, lo è stato con il dono della sua vita e si è speso in questa terra che amava fino alla fine”.

“Il vescovo Antonio – ha continuato l’Arcivescovo Maniago – è ormai storia della diocesi, quindi parte di quello che siamo, e parte anche di quello che saremo, non solo perché dobbiamo essere comunità del Signore, comunità che crede nella sua Pasqua, ma anche perché il suo modo di vivere la fede, il suo modo di essere ministro, pastore in mezzo a noi ha lasciato anche un’eredità che noi dobbiamo saper compiere.

Infine Monsignor Maniago ha concluso ringraziando ancora il Signore con la certezza che Cantisani “continua il suo cammino nel Signore, lo continua anche con la sua passione, il suo amore, la sua vicinanza alla Chiesa che lo ha visto vescovo, che lo ha visto pastore. L’eredità che dobbiamo portare con noi è proprio l’eredità di un buon padre che alla fine ci ha consegnato tutto quello che aveva. Gratitudine, ricordo, ma anche consapevolezza di una vita eterna, di una vita che è per lui ed è per noi sicurezza, certezza di un continuare a camminare insieme”.

Molto significativa, al termine della celebrazione, l’articolata testimonianza resa da don Salvino Cognetti che ha ricordato le tappe più importanti del ministero di un uomo straordinario che resta sempre vivo nella memoria dei fedeli.