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Decreto legge sul femminicidio

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    da Focus Giuridico di Avv. Patrizia Barbieri

    Decreto legge sul femminicidio: novità per i reati di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e stalking.

    E’ entrato in vigore il 17 agosto scorso il d.l. 14 agosto 2013, n. 93, recante disposizioni urgenti per il contrasto della violenza di genere, meglio noto come “decreto legge sul femminicidio”, che si pone tre obiettivi fondamentali: prevenire la violenza di genere, punirla in modo certo e proteggere le vittime. Detto provvedimento viene alla luce all’indomani della recente ratifica in Italia della Convenzione di Istanbul, approvata dal Comitato dei Ministri degli Stati aderenti al Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011 e aperta alla firma dall’11 aprile 2011, avente la finalità di ”prevenire e contrastare la violenza intrafamiliare e altre specifiche forme di violenza contro le donne, di proteggere e fornire sostegno alle vittime di questa violenza, nonché di perseguire gli autori”. Sulla scorta delle indicazioni fornite dalla Convezione di Istanbul, il decreto in parola mira a rendere più incisivo l’intervento dello Stato volto a reprimere ed a sanzionare i reati di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.), violenza sessuale (art. 609 bis c.p.) ed atti persecutori (stalking) (art. 612 bis c.p.). Tra i vari interventi in materia, si evidenzia, innanzitutto, quello relativo all’inasprimento delle pene . In particolare, per il reato di maltrattamenti in famiglia la reclusione è aumentata se il fatto è commesso “in presenza di minore degli anni 18”, non più in danno di persona minore degli anni 14. Il legislatore, dunque, nell’estendere l’aggravante fino al diciottesimo anno, ha inteso assegnare rilevanza giuridica alla c.d. “violenza assistita”, cioè alla violenza perpetrata nei confronti dei minori costretti ad assistere ad episodi di violenza domestica. Per il reato di violenza sessuale, viene introdotto un aumento di pena nel caso in cui il fatto di reato sia compiuto “nei confronti di donna in stato di gravidanza” o “nei confronti di persona della quale il colpevole sia il coniuge, anche separato o divorziato, ovvero colui che alla stessa persona e’ o e’ stato legato da relazione affettiva, anche senza convivenza.”. Il legislatore ha, in tal modo, dato risalto ai casi di violenza domestica, allineandosi alla giurisprudenza della Corte di Cassazione, la quale aveva già avuto modo di osservare che non esiste un diritto assoluto del coniuge al compimento di atti sessuali, contro la volontà dell’altro coniuge. Per il reato di stalking, è previsto l’aumento di pena nel caso in cui gli atti persecutori siano commessi dal coniuge “anche separato o divorziato” o “attraverso strumenti informatici o telematici”. E’ opportuno notare che la prima aggravante era già prevista dal codice penale, ma era riferita alle sole fattispecie delittuose commesse dal coniuge “legalmente separato o divorziato”. A seguito della novella, essa viene estesa ai fatti commessi dal coniuge in costanza del vincolo matrimoniale; inoltre, assume rilevanza, sotto questo aspetto, la separazione di fatto. L’introduzione ex novo della seconda aggravante attribuisce rilievo giuridico all’orientamento giurisprudenziale che da tempo ravvisa tale fattispecie delittuosa nei casi di reiterato invio alla persona offesa di sms e di messaggi di posta elettronica o postati sui social network. Con riferimento al gratuito patrocinio, si stabilisce, analogamente al reato di violenza sessuale, che i reati di maltrattamenti in famiglia e di stalking vengano inseriti tra i delitti per i quali la vittima è ammessa al gratuito patrocinio, anche in deroga ai limiti di reddito. Una previsione degna di nota è quella riguardante la tutela degli stranieri vittime di violenza domestica. Quando, nel corso di operazioni di polizia, di indagini o di un procedimento, per taluno dei menzionati delitti vengano accertate situazioni di violenza o abuso nei confronti di uno straniero ed emerga un concreto ed attuale pericolo per la sua incolumita’, il questore, anche su proposta del procuratore della Repubblica, o con il parere favorevole della stessa autorita’, rilascia un permesso di soggiorno per consentire alla vittima di sottrarsi alla violenza. In tema di stalking, la più rilevante novità contenuta nel d.l. n. 93/2013 riguarda l’irrevocabilità della querela, già contemplata per il reato di violenza sessuale. Una previsione che suscita qualche perplessità è quella concernente l’arresto in flagranza per i reati di maltrattamenti in famiglia e di stalking: trattandosi di reati c.d. abituali, che si consumano con una pluralità di condotte dello stesso tipo, è difficile immaginare la flagranza, ossia la presenza costante delle forze dell’ordine alla serie di atti che integrano le menzionate fattispecie delittuose.

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