Nuovo Ospedale di Catanzaro: da vent’anni c’è l’idea, non il progetto

Nuovo Ospedale di Catanzaro: idee, progetti, finanziamenti. Lo stato dell'arte ad oggi.

Più informazioni su

di Raffaele Nisticò

interviste di Daniela Amatruda

A voler mettere in fila ordinatamente le idee, i progetti, i finanziamenti che riguardano il nuovo Ospedale di Catanzaro si corre il rischio di perdersi in un lago di date e di numeri in cui è difficile nuotare e giungere a sicuro approdo.

L’IDEA

Di un nuovo Ospedale a Catanzaro si iniziò a ragionare concretamente nel dicembre 2007, in seguito al generale sbigottimento suscitato dalle morti per malasanità di Federica Monteleone e Fabio Scutellà che riproposero al governo nazionale guidato da Romano Prodi e a quello regionale in mano ad Agazio Loiero l’urgenza di ristrutturare l’intera rete ospedaliera calabrese, in primo luogo avviando la costruzione di quattro nuovi presidi ospedalieri: Gioia Tauro, Vibo Valentia, Sibaritide e Catanzaro, appunto. Inaugurando una consuetudine che si è riverberata fino ai giorni nostri, si nominò un commissario, e gli si diedero i poteri di Protezione civile. Insomma l’architettura generale richiama l’attuale situazione, con il presidente della Giunta regionale a ricoprire i ruoli di Commissario alla sanità e di Commissario delegato per l’emergenza edilizia sanitaria nella Regione Calabria, come da decreto della presidenza del Consiglio dei ministri del marzo 2025.

Nuovo ospedale: “Finalmente si riaccende il dibattito”

IL PROGETTO?

Per Catanzaro, contrariamente agli altri presidi allora avviati, non siamo nemmeno alla fase prodromica della progettazione nuovo Ospedale. Perché manca ancora, dopo quasi vent’anni, certezza non solo sulla sua collocazione nello spazio, dove costruirlo, ma anche cosa materialmente debba essere, se un nuovo presidio in toto, o un completamento dell’esistente. Dopo altre soluzioni più o meno fantasiose avanzate nel tempo, le ipotesi sulla collocazione sono due: nell’attuale area ospedaliera tra il Pugliese e il Ciaccio, oppure nell’attuale piastra del Policlinico a Germaneto.
Roberto Occhiuto, presidente e bi-commissario, ha imputato alla mancata indicazione da parte della Città di Catanzaro il ritardo nella concreta e definitiva assegnazione dei fondi per il progetto e la costruzione. Il sindaco Nicola Fiorita, anche nell’ultimo Consiglio comunale di lunedì scorso, ha detto che nell’incontro del successivo mercoledì, avrebbe parlato della vicenda con Occhiuto, ma ha nuovamente chiesto che la voce del Consiglio sia a proposito chiara e univoca. Difficile, se l’ultima Assemblea cittadina convocata allo scopo a giugno, è saltata per la mancata partecipazione dei principali interlocutori, tra cui proprio il presidente Occhiuto. Un gioco al rinvio che ormai mostra la corda, quando l’ultimo ostacolo che frenava, l’integrazione tra le due aziende ospedaliere, Pugliese e Mater Domini, è realtà dal 2023, con la nascita e la funzionalità dell’Azienda Ospedaliera e Universitaria Renato Dulbecco.

Nuovo ospedale di Catanzaro, “ora basta attendere”: chiesta una seduta straordinaria del Consiglio comunale

I FONDI

Sui fondi a disposizione, la cosa più saggia attualmente è rifarsi alle ultime cifre diffuse da fonti politiche regionali, autorevoli per definizione, dopo un vertice di maggioranza tenuto ad aprile in Cittadella, presenti Occhiuto e l’allora presidente del Consiglio Filippo Mancuso, proprio per frenare le voci insistenti di un dirottamento degli stanziamenti già previsti. Il resoconto avrebbe confermato la copertura economica per 322 milioni di euro derivanti da 170 milioni previsti dall’articolo 20 sull’edilizia sanitaria, da 40 milioni destinati all’adeguamento dell’ospedale “Pugliese”, da 25 milioni per l’adeguamento del Policlinico universitario e da ulteriori 87 milioni di euro già messi a disposizione da INAIL. Permane un margine di incertezza su quest’ultima voce, che dovrebbe essere in aumento considerato che in seguito Occhiuto ha più volte affermato che c’è ulteriore disponibilità dell’Istituto nazionale di assicurazioni lavorative per un totale regionale di 600-800 milioni.

Fiorita rilancia il dibattito sul nuovo ospedale: “Non possiamo permetterci né ritardi né divisioni”

CONSIDERAZIONI

Ma c’è da imprimere celerità alle decisioni. La discussione, anche in Città, è aperta, e con essa la questione, evidentemente collegata, del Pronto soccorso, se debba essere uno o bino. Ci sono mozioni consiliari, in verità un po’ datate, che ripropongono l’area del Pugliese, altre indicazioni ultime, che propendono per il mantenimento dei due poli ospedalieri, impiegando le risorse per il completamento delle strutture e la loro implementazione tecnologica e strutturale.
Non appare infatti giustificabile lo smantellamento del Pugliese, dopo che negli ultimi quindici anni ingenti risorse, oltre 100 milioni di euro, sono state impiegate per la sua modernizzazione. Né appare essere una soluzione lungimirante riguardo all’economia e demografia cittadina. Il tempo stringe, e le generazioni, intanto, si susseguono. Una, sul tema, è già trascorsa invano.

Più informazioni su