Discarica lametina quasi satura, l’Ato di Catanzaro ordina lo stoccaggio di rifiuti negli impianti di trattamento

Previste 5.000 tonnellate cadauno per gli impianti di località Alli (Catanzaro) e località San Pietro Lametino (Lamezia Terme)

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    Se l’Ato di Catanzaro in Calabria era tra le poche a poter garantire un sistema di raccolta differenziata che avesse all’interno del territorio provinciale sia gli impianti di trattamento che la discarica di servizio per il conferimento degli scarichi di lavoro, con l’inizio dell’estate il quadro è quello già visto in passato: sono prossimi ad essere esauriti i livelli di accoglienza di materiale per quanto riguarda l’impianto gestito dalla Lamezia Multiservizi in località Stretto, alla luce dei conferimenti “straordinari” arrivati nel corso dell’ultimo anno dalle altre province (scelta regionale che ha visto poi chiamata ad esprimersi la sede del Tar di Catanzaro da parte dell’Ato, con stop sulla carta previsto dal 1 maggio ma poi superato da altre “soluzioni emergenziali” nel resto delle province).

    Se in Calabria il dibattito su nuove forme di trattamento dei rifiuti tiene ancora banco, tra i contrari a nuove discariche e chi non è favorevole a nuovi interventi sul termovalorizzatore di Gioia Tauro per aumentarne la capacità gestionale, anche la strada della corretta raccolta differenziata trova nel circolo un ostacolo, mancando il sito finale di un processo di selezione e recupero che non riguarda il 100% di quanto prodotto come rifiuti.

    L’Ato di Catanzaro in una nota del 13 giugno esprimeva tutte le proprie perplessità, riepilogando sia l’iter amministrativo regionale del ciclo dei rifiuti con in ultimo la nascita dell’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria, ma anche che «il Gestore della discarica di Lamezia Terme ha comunicato che l’esercizio della 1a vasca, i cui conferimenti sono stati avviati lo scorso 22 settembre 2021, è prossimo alla saturazione dei volumi di abbanco, essendo imminente, in ragione dell’attuale trend, il raggiungimento della complessiva volumetria ricavata dagli assestamenti nel corpo della discarica».

    La discarica lametina è l’unica pubblica al momento disponibile, e quindi «in mancanza della destinazione finale per lo smaltimento degli scarti di lavorazione la capacità di stoccaggio degli impianti, peraltro già notevolmente ridotta a causa delle giacenze accumulate nel tempo, si riduce progressivamente determinando il fermo dell’accettazioni dei rifiuti in entrata agli impianti e, a cascata, il blocco delle raccolte sui territori comunali».

    Pertanto, «in considerazione che il Commissario Straordinario della nuova Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria ha in itinere la ricognizione dei siti di discarica ove conferire gli scarti prodotti dalle attività di trattamento dei rifiuti in ambito regionale finalizzata all’individuazione di soluzioni che possano garantire spazi sufficienti a soddisfare i fabbisogni di ciascun Ambito calabrese», l’Ato di Catanzaro ha deciso di emanare un’ordinanza in vista dell’estate, e quindi aumento di popolazione per via della presenza di turisti, con la quale si prevede di «aumentare lo stoccaggio degli impianti di trattamento dei rifiuti, consentendo una maggiore capacità di deposito temporaneo, di messa in riserva e di deposito preliminare, nelle misure previste di 5.000 t cadauno per gli impianti di località Alli (Catanzaro) e località San Pietro Lametino (Lamezia Terme), ex comma 1 lettera aa) dell’art. 183 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i, dei rifiuti codici EER 19.12.12 e 19.12.100 in siti idonei, nel rispetto delle norme ambientali e antincendio, assicurando i presidi ambientali e la sicurezza sui luoghi di lavoro», ottenendo il parere positivo da parte di Asp ed Arpacal condizionato però da alcuni interventi preventivi da effettuare da parte dei gestori.

    Entro il 15 luglio si dovranno così avere siti idonei per lo stoccaggio dei rifiuti, stimando una durata di 6 mesi di tale soluzione alternativa alla discarica. Entro la fine del 2022 si spera che l’ente regionale abbia risolto una matassa intricata come questa del ciclo dei rifiuti.

     

     

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