La giornata in Borsa del 4 dicembre 2012

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    Continua anche oggi la corsa di Piazza Affari che chiude (sovraperformando le altre piazze europee) con un rialzo del 1,25% a 16060 punti di indice Ftsemib.

    Il trend partito dal minimo relativo (14868) del 16 novembre ha finora fatto registrare una performance di oltre 8 punti percentuali.

    Sebbene i segnali provenienti sia dai grafici sia dagli oscillatori sembrano inequivocabilmente propendere per una continuazione dell’andamento rialzista, bisogna altresì considerare che l’indice Ftsemib ha davanti a se una serie di forti livelli di resistenze “ statiche” che daranno sicuramente filo da torcere ai rialzisti;  la prima resistenza è il max relativo 16280 del 18 ottobre, poi c’è il max relativo 16695 del 14 settembre, per finire c’è la fortissima resistenza in area 17000/17200 che è riuscita ad imbrigliare il mercato da oltre un anno e che rappresenta lo spartiacque tra un semplice rimbalzo e la ripresa di un duraturo trend rialzista.

    Come ampiamente previsto nelle scorse settimane, il rialzo dell’indice è avvenuto grazie ai titoli bancari i quali a loro volta sono stati trainati dalla discesa dello spread (oggi a 306, ma ieri per la prima volta dopo la bufera finanziaria sotto i 300 punti).

    Miglior titolo del listino MPS (molto penalizzata nelle settimane scorse) +6,86 %, segue UBI Banca +4,26%; peggior titolo Campari -1,31%.

     

    Rispondo ad un lettore che mi chiede spiegazioni sul perché quando lo spread scende le azioni delle banche italiane tendono a salire.  Quando lo spread scende ciò implica che il prezzo a cui vengono scambiati  i titoli di stato italiani aumenta (se ad esempio  avete acquistato ieri  un BTP che rende il 5% mentre oggi le nuove emissioni rendono il 4,5%, lo vendereste oggi solo se vi  pagassero sul prezzo una maggiorazione che vi compenserebbe per  quello 0,5% che oggi il BTP non garantisce più, è ovvio);  poiché tutte le banche italiane hanno i portafogli colmi di titoli di stato italiani è logico che se il valore di questi ultimi aumenta, di conseguenza aumenta pure il valore intrinseco degli istituti bancari e quindi anche il loro valore di borsa tende ad aumentare.

     

    Alessandro D’Elia  (trader professionista)

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