La giornata in borsa dell 1 febbraio 2013

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    Dopo tre settimane di forti rialzi (l’indice ftsemib era arrivato a guadagnare oltre 9 punti percentuali), nell’ultima settimana di gennaio la borsa di Milano segna una perdita (settimanale) del 2,3% con chiusura del  Ftsemib a 17317 punti.

    Il movimento correttivo (annunciato ed auspicato da un po’ tutti gli analisti come condizione indispensabile per creare le basi di futuri rialzi) si è però manifestato in maniera anomala in quanto non è coinciso con un analogo movimento degli altri mercati europei bensì è stato la conseguenza del pesante ribasso di alcuni specifici titoli.

    Mercoledì le vendite si sono abbattute pesantemente su Saipem (colpevole di aver annunciato un peggioramento nei suoi conti)  che ha chiuso con una perdita superiore al 30% trascinando al ribasso la sua controllante ENI; venerdì le vendite hanno invece interessato i principali titoli bancari dopo la diffusione della notizia che la magistratura sta indagando sul corretto uso degli strumenti derivati da parte degli istituti di credito italiani.

    Le vendite che hanno colpito il nostro listino hanno avuto comunque la strada spianata dallo stato di incertezza  sull’esito del prossimo appuntamento elettorale e pure dalle forti resistenze grafiche presenti in area 18000 di ftsemib.

    Personalmente ritengo che l’attuale movimento correttivo costituirà solo una opportunità di ingresso sul mercato per i “ritardatari” ma per aprire nuove posizioni rialziste attenderei  dei chiari segnali grafici in tal senso come ad esempio una chiusura delle quotazioni superiore al max relativo di 17982 di ftsemib.

    Quando in borsa salgono tutte le azioni (come sta avvenendo da un po’ di settimane a questa parte) siamo   tutti bravi ad effettuare investimenti profittevoli; i problemi iniziano quando il mercato non sale più in maniera generale e lineare ed inizia invece a dare falsi segnali che devono necessariamente essere filtrati con appositi strumenti  di analisi.

    Quello che si riesce a guadagnare con 10 operazioni di trading può essere bruciato con una singola operazione sbagliata che l’investitore non vuole chiudere in perdita anche se la perdita è limitata; l’errore più consueto che fa chi investe in borsa è quello di vendere subito nel momento in cui c’è un piccolo guadagno e di mantenere invece in portafoglio ad oltranza quegli strumenti che si sono rivelati essere un investimento sbagliato.

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