Investire in borsa : lunedì 24 novembre 2014

Più informazioni su


    Dopo aver cercato di intraprendere un nuovo trend ribassista , con la brillante seduta di venerdì 21 (chiusura in rialzo di quasi il 4 % e rottura del precedente massimo a 19832 ) il nostro indice ftsemib sembra intenzionato a regalare agli investitori una chiusura di anno all’insegna dell’ottimismo.
    L’ottimismo degli investitori non si sposa però con l’ottimismo riguardo una eventuale ripresa economica nell’area euro in quanto la crescita dei mercati azionari europei trova la sua radice (ancora una volta) solo nelle parole di Mario Draghi che si dice pronto ad inondare il sistema economico europeo e quindi fondamentalmente (ma speriamo non esclusivamente) i mercati europei di liquidità .
    L’immissione massiccia di liquidità sembra a questo punto l’ultima arma che la BCE (finora restia a muoversi in tale direzione) ha intenzione di usare per risollevare il PIL dell’area euro.
    Il recente passato ci pone però davanti due scenari che lasciano quantomeno perplessi : da un lato ci sono gli USA che grazie ad una politica monetaria espansiva (e conseguente svalutazione del dollaro) sono riusciti a rimettere in moto la loro economia,  dall’altro lato c’è il Giappone che nonostante l’imponente immissione di liquidità deve fare i conti con un’economia ancora in pesante situazione di stallo.
    Come ho già sottolineato in passato, la vera arma a disposizione della Bce per far ripartire il motore ingolfato del sistema economico europeo è rappresentato dall’indebolimento dell’euro rispetto al dollaro (che poi a ben guardare la passata debolezza del dollaro è probabilmente stata la causa principale della pessima situazione in cui versa l’Europa), e a mio avviso il principale effetto che Draghi vuole ottenere è proprio quello di continuare a far deprezzare l’euro nei confronti del dollaro e non quello ufficialmente dichiarato di provocare inflazione.
    Dalla nascita dell’euro i cittadini di parecchi paesi europei  hanno dovuto subire una pesante perdita del loro potere d’acquisto (fatto questo in parte mai certificato dall’ISTAT ma abbondantemente percepito dai cittadini); oggi le autorità europee politiche e monetarie vogliono far passare il messaggio che la crescita economica non parte perché i cittadini non riprendono a consumare ma negano l’evidenza ossia che a causa dell’ingresso nell’unione europea e a causa delle dissennate polite fiscali imposte da essa ai governi , il nostro potere d’acquisto è andato via via erodendosi (abbiamo cioè per capirci sempre meno soldi da spendere).
    L’unico modo per far ripartire l’economia nei paesi del sud d’Europa (in primis in Italia) è quello di ridare potere d’acquisto ai cittadini  e Draghi sa bene che la svalutazione dell’euro è forse l’unico modo rimasto per attuare tale proposito.
    A livello macroeconomico è da sottolineare in queste settimane la discesa del prezzo del petrolio che dovrebbe stabilizzarsi a questi livelli non tanto per un deficit di domanda quanto per un eccesso di offerta (gli investimenti degli anni passati volti alla ricerca di nuovi giacimenti e di nuove tecniche di estrazione stanno fornendo infatti buoni risultati) ed una diminuzione del prezzo del greggio dovrebbe dare benefici non solo al settore industriale (del quale il petrolio è materia prima) ma anche a quello dei trasporti, della distribuzione e dei viaggi.
    Tornando ai mercati finanziari, se il nuovo segnale rialzista non verrà rapidamente negato (ipotesi estremamente improbabile), è facile attendersi per fine anno una proiezione rialzista in area 21000/21500.
     
     
    Alessandro D’Elia  (trader professionista)
     
    Per info e chiarimenti : alexdelia@tiscali.it
    ALL’ATTENZIONE DEI LETTORI :
    Il sottoscritto dichiara che la presente rubrica ha uno scopo meramente informativo e non intende rappresentare in alcun modo una sollecitazione al pubblico risparmio.
     

    Più informazioni su