Investire in borsa : 20 luglio 2015

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    Con l’accordo trovato in extremis tra Grecia ed Unione Europea i listini azionari europei effettuano quel violento rimbalzo che avevo facilmente previsto nell’ultimo commento.

    Quello che non era facile prevedere era però che la crescita delle quotazioni sarebbe stata tale da annullare il chiaro segnale ribassista generatosi i primi giorni di luglio (con il cedimento della fascia 22000 di ftsemib), ossia che sul mercato azionario si sarebbe generata una tipica “trappola per orsi”.

    A costo di essere noioso e ripetitivo, devo rimarcare che l’enorme liquidità presente sui mercati a causa delle politiche monetarie espansive attuate dalle banche centrali e la curva dei tassi di interesse che rende sconsigliabile gli investimenti in titoli di stato sono il carburante che potrebbe portare i listini azionari europei nei prossimi mesi verso obiettivi che oggi sembrano lontanissimi (area 30000 di ftsemib).

    Se dopo una fase di inevitabile consolidamento (per consentire agli oscillatori di scaricare l’ipercomprato fin qui accumulato) l’indice ftsemib riuscirà finalmente ad avere la meglio sulla barriera posta in zona 24000/24500, si dovrebbe assistere ad un importante rialzo delle quotazioni.

    Al pari di quelle europee, anche la borsa statunitense sta dando chiari segnali di salute ma personalmente penso che i listini europei siano più a buon mercato e potenzialmente molto più redditizi .

    Nonostante i presupposti per un rialzo dei listini europei ci sono tutti, ricordo ai lettori che l’investimento in azioni è sempre e comunque un investimento a rischio di perdite in conto capitale e piuttosto che farsi prendere da facili entusiasmi è indispensabile operare con l’ausilio di strumenti tecnici ed applicando sempre una testata strategia operativa.

    Alessandro D’Elia (trader professionista)

    alexdelia@tiscali.it

    ALL’ATTENZIONE DEI LETTORI :

    Il sottoscritto dichiara che la presente rubrica ha uno scopo meramente informativo e non intende rappresentare in alcun modo una sollecitazione al pubblico risparmio.

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