Investire in borsa : 5 aprile 2016

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    Dopo l’intervento della BCE che ha programmato nuovi massici interventi espansivi sul fronte della politica monetaria, nonostante tali interventi siano stati superiori alle aspettative degli investitori, i mercati azionari europei (che comunque avevano evidentemente già scontato tale intervento con un rialzo dai minimi dell’11 febbraio di oltre il 20 %) hanno iniziato una correzione che nell’ambito dell’analisi grafica risulta essere tutto sommato fisiologica.

    Durante il violento movimento rialzista di febbraio, l’indice ftsemib ha lasciato aperti due gap (vedi grafico) a 17197 ed a 16515 punti e, come gli investitori più esperti sanno, tali gap costituiscono ghiotte occasioni per indirizzare il trend di breve periodo; un solo gap sarebbe potuto restare lì aperto anche per mesi, ma due gap così vicini statisticamente lasciano presupporre almeno un tentativo di chiusura.

     

    Grafici a parte, la principale preoccupazione degli operatori finanziari risiede nella possibilità che neanche quest’ultimo definitivo intervento di Draghi riesca a sortire gli effetti auspicati di un rilancio dell’asfittica economia europea (cosa che del resto sta già succedendo in Giappone a dispetto dell’imponente immissione di yen sul mercato).

    Altro forte elemento di disturbo è senza dubbio il referendum indetto in Gran Bretagna il 23 giugno in merito alla permanenza o meno di quest’ultima dall’Unione Europea perché un’eventuale uscita degli inglesi dall’Unione sarebbe certamente interpreta come il primo passo verso il fallimento del progetto europeo iniziato tanti anni fa.

    Sulla chiusura dei gap qualche acquisto è certamente ipotizzabile e consigliabile grazie anche alle indicazioni di ipervenduto provenienti dagli oscillatori, ma essendo questa una situazione in cui a mio parere il mercato è nelle mani dei trading systems impostati sul breve termine, è indispensabile l’uso sapiente di stop loss e take profit.

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