Investire in borsa del 4 maggio 2016

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    Come avevo facilmente previsto (non perché sono particolarmente bravo ma solo perché in borsa la statistica aiuta molto a fare previsioni), dopo aver chiuso il primo dei due gap lasciati aperti il mercato azionario ha messo a segno un corposo rimbalzo arrestandosi a ridosso dei 19000 punti di ftsemib.

    Il fatto che il mercato non sia riuscito a migliorare il precedente massimo relativo del 14 marzo (19216) è significativo di come il sentiment di fondo sia ribassista e di come ogni piccolo trend rialzista sia per ora da interpretare non come una duratura ripresa degli acquisti bensì come un semplice rimbalzo tecnico.

    A voler essere ottimisti sul futuro andamento dei mercati azionari si può rilevare che la correzione in atto è stata dettata da una condizione di ipercomprato degli oscillatori (stocastico in primis) e quindi non è giunta improvvisa; a voler invece essere pessimisti (o forse sarebbe più corretto dire realisti) bisogna constatare che la correzione in atto è iniziata in modo violento e ciò avviene soprattutto per la mancanza oramai abituale di “mani forti” in acquisto.

    Le notizie provenienti dal fronte bancario italiano (mancata quotazione della Banca popolare di Vicenza) non penso proprio che siano la causa dell’attuale discesa dei prezzi ma solo una leva sfruttata dagli speculatori per ampliare i movimenti del mercato.

    Nonostante i massicci interventi monetari da parte della Bce, il dollaro resta ancora troppo forte rispetto all’euro (circa 1,15) e questo dimostra che pure il buon Draghi deve arrendersi alla volontà degli americani di non far apprezzare più di tanto la propria valuta per evitare di penalizzare le esportazioni statunitensi e per non influenzare a loro svantaggio  altre variabili macro direttamente dipendenti dal dollaro.

    Altri elementi di disturbo per i mercati sono rappresentati dall’incognita referendum in Gran Bretagna circa la sua permanenza in Europa e la candidatura di Trump alle presidenziali Usa.

    Da un punto di vista grafico sembra scontata una correzione per il nostro indice sulla trendline che unisce il minimo di febbraio col minimo di aprile; problemi seri nascerebbero solo da una sua violazione perché in tal caso i ribassisti si porrebbero come obbiettivo proprio il minimo di febbraio a 15773.

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