Investire in borsa del 22 giugno 2016

Più informazioni su


    Anche quest’anno il vecchio adagio sell in may and go away  ha sortito i suoi effetti e sui  mercati azionari europei, a differenza di quelli americani che permangono da tempo sui livelli massimi, è l’orso (e non la lupa di dantesca memoria) a “far tremar le vene e  i polsi” anche agli operatori più esperti.

    I sondaggi provenienti dalla Gran Bretagna, dove giovedì 23 giugno si svolgerà il referendum consultivo riguardo la permanenza o meno del paese nell’Unione Europea, sono stati utilizzati dagli speculatori ribassisti per sfondare importanti supporti e generare così un’ondata di vendite nonostante una lettura approfondita degli stessi non facesse ritenere mai probabile una vittoria del fronte brexit.

    Come si può vedere dal grafico, l’indice ftsemib era da tempo congestionato in un triangolo (linee rosse) ; dai triangoli di congestione si esce in maniera violenta o verso l’alto oppure verso il basso ed in questo caso  (cosa del resto prevedibile visto che da tempo il trend di fondo sui mercati azionari europei è ribassista) l’uscita è avvenuta verso il basso provocando un crollo del nostro listino di circa 10 punti percentuali in sei sedute.

    Con la stessa violenza (e grazie soprattutto ai segnali di ipervenduto e di eccesso di panico provenienti da alcuni indicatori matematici) nei giorni scorsi è però partito un rialzo delle quotazioni proprio nel momento in cui i ribassisti avevano preso di mira il minimo di febbraio a 15773 ; adesso siamo in attesa dell’esito del referendum.

    A volerci ragionare sopra (anche se i mercati azionari di ragionevole hanno ben poco), un’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’ U.E. avrebbe dirette conseguenze negative solo per quest’ultima mentre paradossalmente creerebbe buone opportunità per altri paesi dell’U.E. (basti pensare al fatto che tutte le banche d’affari che hanno sede legale oltremanica dovrebbero trasferirle all’interno dell’U.E. e Milano sarebbe una delle piazze candidate); ma ciò agli speculatori ribassisti importerebbe ben poco.

    Il mercato è da mesi in chiarissima tendenza ribassista e finora ogni piccolo trend rialzista è servito ad aprire nuove posizione short ; il violento rimbalzo degli ultimi giorni dimostra altresì che oramai i portafogli europei dei grossi investitori sono molto scarichi e se questo è vero, ulteriori affondi ribassisti dovrebbero creare le condizioni per acquisti in ottica quantomeno di medio periodo.

    Se dovessero vincere (come sembra altamente probabile) i favorevoli alla rimanenza nell’euro, è probabile che riusciremo a trascorrere un’estate tranquilla; in caso contrario i ribassisti lanceranno il loro inesorabile attacco ai minimi di febbraio; prevedo comunque nuova forte volatilità in concomitanza delle elezioni presidenziali statunitensi.

    Avvertenza

    La presente rubrica ha uno scopo meramente informativo e non intende rappresentare in alcun modo una sollecitazione al pubblico risparmio.

    Più informazioni su