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Investire in borsa del 22 luglio 2016

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    Tanto tuonò che alla fine piovve e così gli inglesi, un po’ a sorpresa, si sono messi fuori dalla Unione Europea.

    La sorpresa nasce dal fatto che gli inglesi in Europa non erano mai entrati con entrambi i piedi ed oltre a mantenere la loro valuta avevano ottenuto dei privilegi (ad esempio la possibilità di gestire diversamente il flusso dei migranti e la possibilità di non partecipare ad eventuali salvataggi in stile Grecia dello scorso anno) che a breve termine avrebbero fatto gridare allo scandalo gli altri paesi membri.

    Nonostante questo, la maggioranza dei cittadini inglesi (ed in particolare quelli lontani dalla realtà finanziaria che si vive in città come Londra) hanno deciso di non partecipare al sogno ,tuttora un poco utopistico, della fratellanza europea.

    Con la notizia della brexit, la speculazione ha avuto la possibilità di affossare pesantemente i mercati azionari europei ma di fatto non è riuscita ad andare al di là di area 15000 di ftsemib.

    Ciò è probabilmente accaduto perché i portafogli degli investitori istituzionali erano già stati “scaricati” da tempo e la notizia della brexit ha solo rappresentato l’occasione per chiudere (con profitto) delle operazioni ribassiste aperte da mesi e per iniziare a ricomprare dei titoli con le quotazioni molto sacrificate.

    L’attenzione degli operatori si concentra adesso sulla salute delle banche europee ed in primis di quelle italiane; la Bce si spera che dia la possibilità agli stati (in deroga al BAIL IN ) di intervenire per alleggerire i loro bilanci dalle ingenti quantità di crediti inesigibili senza infierire sui soliti risparmiatori.

    Se la questione bancaria andrà a buon fine è probabile che il nostro indice riesca a rompere la forte resistenza in area 17000/17200 con una doppia valenza positiva : la possibilità di allunghi in area 18000 , ma soprattutto l’allontanamento dai pericolosi minimi di fine giugno pari a 15017.

    Mentre in Europa continuiamo a parlare di minimi, negli USA i listini fanno segnare nuovi massimi storici e ciò è la conseguenza (tra l’altro) di un ciclo economico decisamente migliore rispetto a quello europeo.

     

    Alessandro  D’Elia (trader professionista)

    alexdelia@tiscali.it

     

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