Investire in borsa del 23 novembre 2016

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    Dopo la Brexit si avvera anche quella che per molti ,compreso il sottoscritto, si pensava fosse un’utopia, l’elezione di Trump alla Casa Bianca e, come era già accaduto per la Brexit, i mercati finanziari mondiali, dopo un iniziale scivolone, ritrovano l’ottimismo e l’indice azionario Dow Jones si arrampica fino al nuovo record storico dei 19000 punti.

    Cosa è successo nella testa degli investitori ed in primis in quella degli speculatori è a mio parere (anche se col senno del poi) abbastanza semplice ed è quello che avverrà anche per il tanto temuto referendum che si svolgerà in Italia i primi di dicembre : tranne casi eclatanti ed estremamente rari (come ad esempio la crisi Lehman Brother del 2008) non sono le notizie ad influenzare negativamente l’andamento dei mercati finanziari ; ad influenzarli sono le speculazioni finanziarie che utilizzano tali notizie (o la loro semplice attesa) come una leva per scardinare il normale andamento dei mercati.

    Appena ci si è accorti che gli slogan elettorali di Trump avrebbero fatto poca strada nella realtà politica statunitense, gli “invespeculatori” hanno rapidamente messo da parte i timori connessi ad una sua elezione ed hanno iniziato ad acquistare quei titoli che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo ma alla speculazione non importa) beneficiare della politica economica del nuovo presidente : titoli farmaceutici (per una probabile nuova riforma del sistema sanitario), titoli energetici e legati alle costruzioni (per la grossa campagna di investimenti pubblici annunciata), titoli legati in generale alla difesa (per lo spirito apparentemente guerrafondaio del neo eletto presidente).

    L’unico elemento che avrebbe potuto e dovuto generare preoccupazione tra gli investitori è il discorso con il quale il presidente della FED ha manifestato la sua piena intenzione (come del resto è giusto che sia)di voler mantenere la più piena autonomia in materia di politica monetaria e quindi dicendo praticamente tra le righe di non voler assecondare eventuali colpi di testa di Trump; anche se tale fattore è stato totalmente ignorato dagli investitori azionari c’è da giurarci che al momento giusto verrà da questi cavalcato con valenza negativa.

    Mentre nel resto d’Europa i listini azionari hanno recuperato le perdite conseguenti alla notizia dell’elezione di Trump, in Italia gli speculatori internazionali hanno ripreso a giocare con i nostri titoli bancari e con lo spread risalito a quasi 190 p.b.

    Il Financial Times ha addirittura profetizzato una uscita dell’Italia dall’euro in caso di vittoria del NO al referendum, con l’intento non troppo celato di far aumentare la tensione finanziaria sul nostro  paese.

    In realtà, nella situazione attuale, in cui abbiamo consegnato la politica monetaria nelle mani della BCE e la sovranità in materia di politica fiscale è fortemente limitata a causa dei vincoli al nostro bilancio pubblico che ci sono imposti dall’Unione Europea, qualunque sia il risultato del referendum, è evidente agli occhi di tutti gli osservatori internazionali che in Italia (a parte un po’ di incertezza sul proseguo del governo Renzi che comunque ha i numeri in Parlamento per continuare a sopravvivere), non accadrà nulla di così importante da giustificare l’attuale fase ribassista sul listino azionario e le tensioni sul rendimento dei BTP, ma ciò nonostante gli speculatori continuano a considerarci il loro tavolo da gioco più divertente e profittevole.

    Fare previsioni sull’andamento dell’indice Ftsemib diventa in questo contesto poco logico; fino all’esito del referendum la valenza dell’analisi tecnica e degli oscillatori matematici è solo al servizio della speculazione; nel resto d’Europa  i listini azionari potrebbero nei prossimi mesi risultare attrattivi per parecchi investitori visto sia il rischio di una correzione dei listini statunitensi, sia il rischio di perdite su titoli di stato statunitensi (e non solo) in un contesto di imminente rialzo dei tassi (quando i tassi salgono, il prezzo delle obbligazioni inevitabilmente scende).

     

    Alessandro D’Elia  (trader professionista)

    Per info e chiarimenti : alexdelia@tiscali.it

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