Investire in borsa 26/09/2017

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    Le notizie finalmente buone che giungono dal fronte macroeconomico con il PIL che per il 2017 è visto nell’eurozona in crescita del 2,2 %, fanno da carburante al rialzo dei listini azionari con l’indice Eurostoxx50 che da inizio anno sale di oltre il 7%.

    Fa di gran lunga meglio l’indice azionario italiano Ftsemib con un rialzo che da inizio anno sfiora il 17%, ma ciò non è dovuto ad una situazione di crescita economica migliore rispetto agli altri paesi europei, bensì semplicemente al fatto che durante la fase recessiva il nostro listino azionario era sceso molto di più di altri listini europei.

    La soddisfazione e l’entusiasmo dimostrato dal governo italiano per una ripresa economica vista per quest’anno al 1,5%, mi lascia alquanto perplesso. E’ vero che le stime dei mesi scorsi davano la crescita del nostro paese appena oltre l’1%, ma è indiscutibile l’evidenza che continuiamo a sottoperformare la crescita media dell’eurozona; negli altri paesi europei (Germania, Francia, Spagna) il Pil corre a ritmi ben più sostenuti e quindi il gap tra l’Italia e gli altri patner/concorrenti europei continua ad ampliarsi. Cosa c’è da stare contenti continua a sfuggirmi.

    L’attuale crescita economica italiana è fondamentalmente dovuta alla positività dell’attuale ciclo economico; quando il ciclo economico invertirà (come sempre accade) il suo andamento, i problemi strutturali dell’economia italiana che sono ben lungi dall’essere risolti (enormità del debito pubblico in primis) faranno con molta probabilità sovraperformare la futura contrazione della nostra economia.

    Sul fronte macroeconomico devo segnalare che da giugno scorso ad oggi, il petrolio Brent è passato da 45 $ a circa 60$ ; sul fronte forex l’euro si è parecchio rafforzato sul dollaro passando da dicembre scorso ad oggi da 1,05 a 1,19.

    Queste due informazioni sembrerebbero di poca importanza, ma la stragrande maggioranza degli italiani (anche se probabilmente conosce la posizione in classifica della Juventus ed il nome dell’arbitro designato per la prossima partita) ignora l’importanza nella vita concreta della variazione di quelle che forse sono le due più importanti variabili macroeconomiche il cui andamento è purtroppo sottratto alla logica del mercato (domanda ed offerta per intenderci) ma è nelle mani di una “oligarchia economica”; qui il discorso inizierebbe a farsi troppo complicato e forse non ho neppure le competenze per affrontarlo in modo corretto e soprattutto comprensibile ai lettori.

    Tornando alle borse, analizzando un grafico di lungo periodo del nostro indice ftsemib, anche se il nostro indice potrebbe essere momentaneamente fermato dall’area 23000, tutto lascerebbe supporre (nei prossimi mesi) un attacco alla fortissima area di resistenza statica dei 24000 punti; se tale resistenza venisse sfondata (cosa che penso probabile di concerto con un ulteriore miglioramento dell’economia italiana) ci dovrebbe essere un altro importante rialzo dell’indice azionario.

    Resta sempre valido il consiglio secondo il quale i mercati azionari vanno assecondati e mai anticipati e vista la crescente tensione tra Usa e Corea del Nord, è bene tenere alta l’attenzione e seguire i segnali provenienti dall’analisi tecnica sui listini azionari.

    Un saluto agli amici lettori.

     

     

    Alessandro D’Elia

    Trader professionista

    alexdelia@tiscali.it

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