Eugenio Bennato canta il riscatto del Meridione e incita i calabresi

Al Teatro Politeama la data zero del tour 2014 Balla la nuova Italia, sul palco anche l'artista 'nostrana' Ylenia Cuzzolino,

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    Lo aveva promesso e l’ha fatto. Nel corso del suo concerto al Teatro Politeama per la data zero del tour 2014 Balla la nuova Italia, Eugenio Bennato ha trovato il tempo per ospitare sul palco un’artista calabrese, un’emergente dalla grande energia che può guardare al futuro della musica popolare, attraverso il suo rinnovamento, come vorrebbe il cantautore campano. E’ così salita sul palco Ylenia Cuzzolino, di Rogliano (Cs), che prima ha imbracciato la chitarra dello stesso Bennato, poi con lui e gli altri musicisti ha deliziato con la “nostra” Riturnella, mettendo in risalto la sua voce svettante e limpida, convincente. Per Bennato l’arrivo sul palcoscenico di Ylenia è stata un’ulteriore occasione per spronare i calabresi, e con loro i meridionali tutti, a riprendersi il proprio passato e da lì trarre la forza e il coraggio per il futuro. Non a caso ha fatto riferimenti alla cosiddetta Primavera araba – con “Neda” -, e tanto spazio ha dedicato al brigantaggio, con i brani dedicati ad alcuni dei suoi personaggi più celebri come Ninco Nanco e Michelina De Cesare.

    Tematiche, che da sempre stanno a cuore a Bennato, che hanno colpito in particolar modo il vicesindaco di Catanzaro Baldo Esposito, che a fine serata, quando il cantautore ha ricevuto un omaggio da parte del maestro orafo crotonese Michele Affidato, ha tenuto a sottolineare. Introdotta da Domenico Gareri, la serata ci aveva messo il tempo di una canzone – “Addio sud” – per prendere il largo e riscaldare gli animi dei tantissimi presenti che hanno riempito il Politeama in ogni ordine di posto. E’ stata “Che il Mediterraneo sia” a far sì che i ritmi esplodessero anche tra le poltrone, quasi facendo saltare su dai posti il pubblico, imprigionato dalla rigidità del teatro. Perché, diciamolo, i concerti di Eugenio Bennato si rivelano nella loro essenza all’aperto, nelle piazze che “la dicono tutta su ciò che la gente vuole”, aveva avuto modo di affermare il cantautore nel corso dell’incontro con la stampa che ha preceduto, in mattinata, il concerto. E non ha nascosto neanche ieri sera la sua considerazione dei festival canori nazionali, Bennato, sostenendo che la “nuova Italia” cui lui si riferisce è proprio quella esclusa da questi circoli stonati, quella delle piazze, appunto. Tra un saluto a Danilo Gatto e Antonio Critelli dell’Arpa, con i quali collaborò a Caulonia per il Tarantella power, e un soffermarsi sulla sua chitarra battente De Bonis – la rinomata liuteria di Bisignano -, il concerto di Bennato si è snocciolato seguendo i brani più celebri del repertorio del cantautore, da “A la festa della taranta” a “Brigante se more”, “Questione meridionale”, “L’anima persa” – riservata per l’ultimo dei tre bis finali – e la stessa “Balla la nuova Italia”: ad affiancarlo come di consueto il collaudato gruppo di musicisti che lo accompagna in ogni sua esibizione, Ezio Lambiase alle chitarre, Stefano Simonetta al basso, Chiara Carnevale alle percussioni – tanto piccola quanto energica -, la splendida ballerina e cantante Sonia Totaro ai cori. A fine serata anche per il promoter Maurizio Senese della Esse Emme Musica – che ha organizzato la data zero, ma che produce anche tutte le tappe calabresi del tour di Bennato – è stato consegnato un omaggio da parte del maestro Affidato, in una sorta di riconoscimento del lavoro fatto finora nel suo campo, ma anche di un in bocca al lupo per la nuova esperienza intrapresa, con la produzione appunto. 

    Carmen Loiacono

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